Mi chiamo Vincenzo, ho superato da poco i 40 (1976) è sono di origini meridionali (Puglia – Alto Salento). Vivo in provincia di Verona con mia moglie Elena da 14 anni e da un anno con il mio miglior amico a 4 zampe di nome Mario, un simil Jack Russell che ogni tanto porto con me durante qualche escursione o allenamento. Ho sempre fatto sport sin da quando ero piccolo: tennis, calcio, calcio a 5, basket, atletica, tae kwon do, diciamo non mi sono fatto mancare proprio niente e se fossi nato più alto avrei anche giocato a pallavolo. Lo sport per me è stato sempre motivo di aggregazione e socializzazione, tramite lo sport ho conosciuto molti amici e con molti di loro ancora tutt’oggi anche se a distanza ci teniamo in contatto. Lavoro per una multinazionale della GDO che tra l’altro ha la propria sede nel piccolo paesino in cui risiedo, è una grossa azienda tra le più importanti in Europa con sedi in tutto il mondo e milioni di clienti, magari un giorno se dovessi diventare famoso gli chiedo una piccola sponsorizzazione. Qualche anno fa nell’estate del 2014 mi sono trovato per conto della mia azienda in trasferta a Varna per un paio di mesi, una piccola cittadina di poco meno 5.000 abitanti in provincia di Bolzano. I primi giorni finito il turno di lavoro mi sono messo in cammino e ho visitato  luoghi e comuni vicino tra cui la città di Bressanone e la piccola frazione di Novacella con la sua Abbazia, ma avendo diverse settimane davanti a me dovevo trovare il modo per impiegarle diversamente. Credo sia stato il terzo o il quarto giorno che ho scoperto che dall’hotel in cui alloggiavo partivano diversi sentieri escursionistici che raggiungevano i paesi vicino o attraversavano le montagne del posto, così ne ho imboccato uno terminato il lavoro con ancora le scarpe antinfortunistiche ai piedi ed ho iniziato a camminare. Mi sono innamorato di quei sentieri, di quei luoghi, dei boschi e dei ruscelli che li attraversavano, il silenzio era interrotto solo dal rumore dei miei passi. Trovai una panchina e mi sedetti a riflettere ed immaginare come sarebbe stato se in mezzo a quei sentieri invece di camminare avessi indossato un paio di scarpe da ginnastica e iniziato a correre. Detto fatto!!! Ritornato in hotel chiesi alla ragazza della reception dove avrei potuto trovare un negozio di scarpe sportive, mi recai velocemente e ne acquistai un paio. Non erano ne scarpe da trail ne scarpe super ammortizzate e non erano inserite in nessuna classificazione da running, erano semplicemente un paio di scarpe da ginnastica. Da quel giorno ho iniziato a correre semplicemente indossando un paio di pantaloncini che avevo e una maglietta che non era per niente tecnica, non avevo nemmeno un orologio gps, correvo con una di quelle applicazioni per telefono che ti informano sul tempo che ci stai impiegando, sul passo al km, sulle calorie bruciate, insomma dovevo portare con me il telefono in una custodia da braccio. Il passo successivo naturalmente nel primo weekend a casa fu andare in un negozio Decathlon  e comprare un pò di abbigliamento, mentre per le le scarpe mi recai in un negozio consigliato da amici dove per il primo acquisto mi fecero una valutazione della corsa sul tapis roulant e consigliato un paio che andava bene per il mio tipo di corsa. Acquistai le Asics Cumulus 15, scarpe e modello che utilizzo tutt’ora anche se con le sue evoluzioni e miglioramenti. Ho provato a farmi consigliare altre scarpe e altri modelli ma dopo averle acquistate e provate per qualche km le ho dovute rendere perchè non mi erano comode come quelle che utilizzo adesso, un consiglio che mi sento di dare è se trovate un paio di scarpe che non vi danno problemi non cambiatele mai, utilizzate sempre quel marchio. Naturalmente queste scarpe non sono adatte a corse in montagna, ma non lo sapevo e i miei allenamenti erano principalmente su asfalto o sterrato, il trail è arrivato molto dopo. Passano i giorni, passano le settimane e passano i mesi, nel frattempo mi sono iscritto in diversi gruppi social dove ho conosciuto Gloria, un’amica con la mia stessa passione per la corsa ed è stata proprio lei che mi ha fatto scoprire la montagna. Mi ha fatto scoprire che a meno di un’ora di strada da casa ci sono delle montagne stupende, dove ci si può rilassare correndo o semplicemente camminando, dove ti puoi fermare a mangiare un boccone se hai fame in uno dei 5 rifugi che si incontrano durante il cammino oppure mangiare al sacco, Gloria mi ha fatto scoprire un angolo di paradiso chiamato Carega. La passione per la corsa fa parte di me adesso, mi alleno e partecipo a gare soprattutto a gare di corsa in montagna, l’asfalto lo lascio ad altri io preferisco la natura. Non sono tanti ma solo tre anni che frequento la montagna, sono diventato socio CAI e la rispetto ogni volta che ci metto piede, la montagna non perdona. Mi piacciono le corse in montagna, mi fanno stare bene, ti stancano ma alla fine ti lasciano un senso di rilassamento come aver trascorso una giornata alle terme, è un effetto benefico e il mio corpo ne giova. Sono un runner per caso perchè casualmente mi sono innamorato della corsa, se non fosse stato per quella trasferta molto probabilmente avrei continuato a frequentare quel luogo chiuso e triste che si chiama palestra. Ogni tanto ci vado ancora ma solo per effettuare degli allenamenti complementari alla corsa e allenare muscoli che normalmente non alleno, ma nulla è paragonabile alla corsa all’aria aperta. Questa è la mia storia e come tutto è iniziato, se volete sapere di più su di me seguitemi su Facebook o su Instagram vi aspetto.