Correre con le cuffie: si o no?

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Cuffie durante la corsa si o cuffie no? Chissà quanti di voi si saranno fatti questa domanda, chissà quanti di voi avranno trovato una risposta e quanti di voi l’avranno seguita. In passato ho fatto il dj per diversi anni, lavorato per emittenti radiofoniche e lavorato in alcuni villaggi turistici come tecnico del suono quindi per me la musica o che tipo di cuffie indossare non era un problema. Il vero problema si è presentato quando ho iniziato a correre con le cuffie alle orecchie. La prima cosa che ho fatto quando ho iniziato a correre contemporaneamente all’acquisto del mio primo paio di scarpe da running è stata quella di acquistare un paio di cuffie auricolari e un lettore mp3 dove poter mettere la musica che mi sarei portato dietro nei miei allenamenti. Sapevo che non sarebbe stata la scelta definitiva e che avrei dovuto girare parecchio per trovare la cuffia perfetta ma non sapevo che la scelta sarebbe stata così difficile.

Quali cuffie acquistare?

Il primo paio di cuffie che acquistai non era di grandi pretese, uno di quelli che si trovano in qualsiasi negozio di elettronica, non ricordo la marca ma nel corso delle settimane ne ho provate a decine, dalle Sony alle Panasonic, dalle Jbl alle Jensen, dalle Akg alle Pioneer….ma tutte avevano un difetto. Sia chiaro non erano difettose per un problema tecnico ma non erano semplicemente adatte al mio padiglione auricolare: qualsiasi paio di cuffie di qualsiasi dimensione possibile, bluetooth o con il cavo, durante la corsa con il sudore tendevano ad uscire dall’orecchio. Ben Stiller con le cuffieCapite che era una seccatura ogni 2/3 minuti doversi fermare o rimettersi la cuffia in movimento, soprattutto oltre al tempo era una perdita di energie. Allora decisi di cambiare strategia e di passare dalle cuffie auricolari alle cuffie tradizionali, quelle ad archetto per capirci, quelle che usavo quando facevo il dj. Da li allora sono partito alla ricerca delle migliori cuffie non solo in qualità di suono ma soprattutto le migliori in termini di rapporto peso/ingombro sulla testa.

D’inverno possono essere molto utili per tenere le orecchie al coperto ma d’estate con il caldo vi è la necessità di avere un paio di cuffie piccole e leggere e il motivo è facile da intuire (non come quelle in foto di Ben Stiller). Così dopo altre decine di euro spese finalmente sono riuscito a trovare quelle giuste. Un paio di Panasonic con un suono davvero eccellente, piccole ma soprattutto leggere che mi hanno letteralmente sorpreso visto il costo inferiore alle 50 euro. Finalmente avevo trovato quello che cercavo, dopo centinaia di euro spesi che ora riposano in diversi cassetti della casa, avevo trovato le cuffie adatte alle mie orecchie. Gli allenamenti erano uno spasso, nei momenti di difficoltà bastava selezionare dal lettore mp3 un brano degli AC/DC dell’album Back in Black e mi tornava la carica, giorno dopo giorno riuscivo a correre sempre più veloce e aumentare le distanze corse, era diventata una droga, l’unica droga assunta nel corso degli anni: la musica (forse in questo preciso istante ho scoperto perchè non riesco a correre così veloce come primi mesi, coincidenza?).

Più il ritmo della canzone era veloce più io aumentavo il passo, più il ritmo era lento più io deceleravo e facevo riposare le gambe. Insomma erano allenamenti altalenanti, un fartlek fatto a ritmo di musica. Sapevo che con le cuffie nelle orecchie bisognava fare molta più attenzione in strada e così misi in pratica alcuni accorgimenti basilari per chi corre in mezzo al traffico: correvo sul ciglio della strada o sul marciapiedi in senso contrario al senso di marcia delle auto (ma dallo stesso lato) in modo da vederle arrivare e deviarle nel caso sbandassero, indossavo delle parti rifrangenti quando la luminosità si abbassava per cercare di essere visto da lontano, oppure (come feci dopo) scelsi dei percorsi vietati al traffico. Pensavo di aver trovato la soluzione ma ben presto mi resi conto che non era così. Ho iniziato a correre sull’argine di un fiume vicino casa ma d’estate era pieno di moscerini e ogni volta che tornavo a casa dall’allenamento avevo già cenato o pranzato, idea scartata dopo poche uscite. Così decisi di spostarmi un pò da casa e cominciai a correre in collina o in montagna dove fin ora avevo solo fatto del trekking: idea azzeccattissima se non fosse che con le cuffie in testa e la musica nelle orecchie mi perdevo tutta la bellezza del silenzio di quei luoghi. Me ne accorsi per caso quando un giorno dimenticai di ricaricare il lettore che come per incanto si spense durante un allenamento sulle colline di Soave (VR) vicino casa. Fu la cosa migliore che mi potesse capitare durante un allenamento. Riposi le cuffie e il lettore nello zaino che avevo con me e ripresi a correre notando subito la differenza tra il prima e il dopo. Ascoltai per la prima volta il mio respiro in difficoltà, sentii il silenzio quasi tombale interrotto solo dai miei passi e dai rami calpestati. Ogni tanto incrociavo qualche altro corridore con cui scambiavo il saluto e per la prima volta potevo ascoltare la loro voce. Insomma tutta un’altra storia.

Cuffie si o cuffie no?

Ebbene da quel giorno non ho mai più indossato un paio di cuffie durante i miei allenamenti, mi piace ascoltarmi, ascoltare i miei passi e la mia respirazione. Mi piace ascoltare il silenzio della montagna, le campane delle mucche al pascolo, gli uccelli che mi sorvolano e il suono dei ruscelli pieni d’acqua. Che sia mare, montagna o collina non fa nessuna differenza, a volte mi piace addirittura ascoltare il rumore del traffico in città. In diversi sostengono la teoria che correre con le cuffie abbasserebbe la soglia d’attenzione nell’individuo mettendo a rischio la propria incolumità. Non sono pochi gli incidenti – anche mortali – che vedono come protagonisti in molti casi runner amatoriali e in altri anche runner di un certo livello.

A meno che non si corra in pista dove non vi è la possibilità di essere investiti anche soltanto da una bicicletta, credo che utilizzare le cuffie durante le uscite d’allenamento sia al quanto rischioso. Differente è invece il loro utilizzo in gara. Sappiamo che la gara ha un percorso chiuso al traffico e quindi non vi è la possibilità di incontrare mezzi a motore, salvo i casi d’emergenza. In alcune gare lunghe come il Tor Des Geants c’è chi ascolta addirittura dei monologhi politico/economici o si presta all’ascolto di un ebook, in questo caso specialmente durante la notte quando si ha bisogno di rimanere svegli per non avere dei brutti incidenti su per le montagne della Valle d’Aosta, le cuffie possono essere davvero un aiuto. Non è il mio caso però, e anche di notte nelle mie poche uscite preferisco ascoltare il silenzio della notte perchè ogni piccolo rumore potrebbe rivelarsi un pericolo. Quindi come ogni cosa ci sono quelli a favore e quelli contrari. C’è chi sostiene che la musica nelle orecchie gli dia la carica nei momenti di stanchezza e c’è chi invece sostiene che il silenzio lo fa correre meglio e di più.

Nel 2007 la Federazione Americana di Atletica emise un provvedimento in cui bandiva l’uso di qualsiasi riproduttore musicale nelle gare ufficiali. Notizia che fece il giro del mondo e che lasciò in molti con dei dubbi. La federazione infatti qualche tempo dopo dichiarò che tale provvedimento fu emesso per non ”concedere un vantaggio agonistico” a chi correva con la musica. In poche parole tornando al mio discorso di prima, si ammise in un certo senso che vi è una certa correlazione tra migliore prestazione ascoltando la musica e non, un certo ”doping” musicale. Che voi corriate con le cuffie o senza, che voi corriate in strada o in montagna poco importa, l’unica cosa che conta è che la vostra corsa sia un viaggio dall’inizio alla fine, questo è quello che conta per me. Io intanto corro senza.


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Runnerpercaso

Corro per scelta, lo faccio per passione, sono un runnerpercaso. Impiegato nella GDO corro nel tempo libero. Sposato con Elena, viviamo insieme ai nostri amici a 4 zampe Mario e Lola. Mi piace condividere la mia passione per la corsa perchè quando corro sono felice.

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