10 Libri della mia libreria da non perdere

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I libri per me sono sempre stati odio e amore, non sono mai stato un grande lettore ma sin da piccolo a scuola sono sempre stato scelto per leggere. La mia non era una classe di super studiosi (escluso qualcuno naturalmente) e alle superiori i professori sapendo che a casa non aprivamo libro, per farci leggere qualche testo e imparare qualcosa ci facevano leggere in classe. C’era chi aveva vergogna, a chi non piaceva la sua voce, chi faceva finta di non sentire, e alla fine stranamente la scelta ricadeva sempre su di me. Dicevano avessi una bella voce e sapevo leggere, e a me sinceramente non dispiaceva. Ma a casa non sono mai stato un patito della lettura anzi, preferivo uscire e andare a giocare a pallone invece di aprire un libro e studiare.

E’ sempre stato cosi, i libri mi piaceva vederli ma non leggerli. E a che serve un libro se non lo leggi? A fare da spessore alle gambe del tavolo? No, i libri servono per essere letti stop. Ma un bel giorno tutto è cambiato. Era il 26 novembre 2014, erano solo pochi mesi che correvo e quella mattina eravamo io e Gloria a fare allenamento. Ci trovavamo nei pressi della mia abitazione, avevamo già corso 50 minuti e ci fermammo un pò per fare dello stretching, poi dovevamo ripartire. Avevamo deciso di fare delle ripetute, ricordavo che da piccolo le facevo da fermo stile 100 metri e alla ripartenza, complice il freddo, il vento di fine novembre e i polpacci scoperti, alla ripartenza sotto uno scatto il mio polpaccio dx fece boom.

Stiramento di primo grado e conseguente stop di un paio di mesi. Dovevo trascorrere diverso tempo sul divano tra impacchi di argilla e sedute di Tecar dal Fisioterapista, in televisione i soliti programmi e allora che fare? Come al solito mi venne in soccorso il web. Navigando tra le varie pagine dedicate al mondo del running vidi un post che mi colpì: un utente aveva postato la foto di un libro sulla corsa e tutto mi fu più chiaro.

Sapevo come trascorrere tutto quel tempo senza allenamenti rendendolo ugualmente produttivo. Allora feci quello che ho sempre fatto, chiesi sui vari social a tutti di consigliarmi dei libri da leggere sul mondo della corsa. L’elenco che ne venne fuori fu lungo e tutt’oggi continua ad allungarsi, ogni qualvolta che vedo un titolo interessante prendo appunti e lo metto in lista dei desideri.

Ad oggi la mia libreria in 3 anni conta circa una quarantina di libri, di cui una trentina letti con una media di un libro al mese. Inizialmente furono molti i libri letti, poi man mano sempre meno anche perchè ritornando alla vita normale dopo l’infortunio diventò difficile ritagliarmi del tempo per leggere. Ma lo faccio ugualmente, in vacanza ad esempio in una sola settimana ne leggo quasi tre, peccato che le ferie siano poche. Ho deciso di estrarre dalla mia libreria i 10 libri che in qualche modo hanno segnato questi primi anni di lettura. Premetto che tra i miei libri non ci sarà mai un manuale sull’allenamento, non mi piacciono e preferisco più i testi autobiografici.

Ad esempio si parte con Paula Radcliffe, primo libro letto in assoluto, molto scorrevole e ben scritto. Si passa da Haruki Murakami e l’arte di Correre a un cult della letteratura sportiva come Born To Run di Christopher Mcdougall. Tra i miei libri molti sono gli Italiani: Dario Pedrotti e il suo Confessioni di un Runner d’alta quota, il grande Marco Olmo e il suo Il corridore ed Elogio del Limite di Fabrizio Pistoni (letto più volte) che per me rappresenta il top dei libri sulla più grande corsa mai organizzata al mondo: il Tor Des Geants. Questi per citarne alcuni. Se vi piacciono prendete nota e correte in libreria, se invece avete qualche libro da consigliarmi potete farlo nei commenti oppure inviarmi una mail qui.


Prezzo: EUR 14,45
Da: EUR 17,00
La più forte maratoneta di tutti i tempi (record del mondo, record di vittorie e di medaglie) scende dalla luna e si mette al fianco del runner amatore per spronarlo a scoprire il bello della corsa. Perché non c’è attività fisica migliore per ritrovare una situazione di benessere generale in poco tempo e con sacrifici contenuti. Con tre ore di impegno settimanale il corpo e la mente di un qualsiasi quarantenne si riscoprono capaci di prestazioni che pensavano confinate agli anni della giovinezza. La Radcliffe mette a disposizione tutta la sua competenza e anche i piccoli grandi trucchi che l’hanno catapultata nella storia dell’atletica: con quali criteri scegliere le scarpe, quali indumenti indossare in corrispondenza delle diverse stagioni, come alimentarsi e come pianificare i propri obiettivi. Un manuale completo, capace di guidare chiunque fino al traguardo.


Prezzo: EUR 8,25
Da: EUR 11,00
Quando, nel 1981, Murakami chiuse Peter Cat, il jazz bar che aveva gestito nei precedenti sette anni, per dedicarsi solo alla scrittura, ritenne che fosse anche giunto il momento di cambiare radicalmente abitudini di vita: decise di smettere di fumare sessanta sigarette al giorno, e – poiché scrivere è notoriamente un lavoro sedentario e Murakami per natura tenderebbe verso una certa pinguedine – di mettersi a correre. Da allora, di solito scrive quattro ore al mattino, poi il pomeriggio corre dieci o più chilometri.

Qualche anno più tardi si recò in Grecia dove per la prima volta percorse tutto il tragitto classico della maratona. L’esperienza lo convinse: da allora ha partecipato a ventiquattro di queste competizioni, ma anche a una ultramaratona e a diverse gare di triathlon. Scritto nell’arco di tre anni, “L’arte di correre” è una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l’ormai sessantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza.

Perché scrivere – sostiene Murakami – è un’attività pericolosa, una perenne lotta con i lati oscuri del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell’atto creativo, si determinano nell’animo di uno scrittore. Al tempo stesso, questo insolito libro propone però anche illuminanti squarci sulla corsa in sé, sulle fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione che chiunque abbia partecipato a una maratona avrà indubbiamente provato.


Storia di un’avventura, storia di un’ultra maratona estrema – la famosa e affascinante Marathon des Sables – storia di una grande emozione. Giorno per giorno, il racconto in sincronia con l’evolversi dell’avventura, dalla decisione di partecipare, alla preparazione fino allo svolgimento effettivo dell’ultra maratona estrema.

Matteo Molinari – triathleta, alpinista, dieci Ironman all’attivo – racconta pensieri e azioni in maniera cronologica, giorno per giorno, in una sorta di diario di bordo per attraversare il deserto in una delle maratone più dure e audaci del mondo. Non un semplice manuale su come affrontare la corsa – anche se all’interno vi sono istruzioni su come prepararsi, sulle attrezzature da partare e sulle giuste scelte da fare – ma soprattutto la grande emozione e il coinvolgimento mentale dell’atleta, i consigli degli esperti, gli errori e i piccoli e grandi successi.


Affrontare un lungo trail, o meglio, un Endurance Trail, per dargli una definizione ufficiale, richiede non tanto l’osservanza di tabelle, schemi e formule preconfezionate ma una buona dose di consapevolezza, tenacia, capacità di prendere decisioni in fretta, di adattarsi all’ambiente mutevole della montagna. Elementi che costituiscono solo una parte del materiale da usare poi in una lunga e graduale preparazione fisica e mentale.

L’autore ha visto, ascoltato, chiacchierato, seguito molti atleti che hanno partecipato alle edizioni del Tor des Géants, la gara-mito di chi ama la corsa sulle lunghe distanze. Ha frugato nei loro bagagli e, spesso, nei loro sentimenti. Ha messo poi in pratica insegnamenti e trucchi. Raccontandoli in questo testo che si legge come un libro d’avventura.


Montagne, sentieri e cieli azzurri, ma anche pioggia, sudore e fatica sono i protagonisti di questo libro che parla soprattutto dell’amore del suo autore per quel modo strano, e per molti inspiegabile, di andare in montagna che è farlo di corsa. Centinaia di chilometri e ore infinite fra salite ansimanti e discese a rotta di collo, narrati in presa diretta, senza prendersi troppo sul serio. Dalle sky-race ai trail, dalle sky-marathon agli ultra trail, dalle gare di orienteering agli allenamenti in in solitaria, il libro racconta le emozioni vissute lontano dal traffico e dai pensieri di tutti i giorni, con l’entusiasmo scanzonato di un adolescente ormai un po’in là con gli anni che ama vivere a 150 battiti al minuto. Per acquistare questo libro clicca qui


Christopher McDougall, giornalista, ex inviato di guerra e runner dilettante, in questo libro ci racconta il suo viaggio avventuroso sulle tracce dei Tarahumara, una popolazione che vive nei selvaggi Copper Canyon dello stato messicano di Chihuahua. I Tarahumara – “il popolo più gentile, più felice e più forte della terra” – sono i più grandi runner di tutti i tempi, capaci di correre decine di chilometri in condizioni estreme senza apparente fatica e senza subire infortuni.

Il loro segreto consiste in una dieta frugale ma perfettamente equilibrata (se escludiamo il topo alla griglia e un distillato locale piuttosto alcolico di cui sono ghiotti), in una tecnica della corsa particolarmente efficace e in un atteggiamento mentale più simile alla saggezza del filosofo che all’aggressività a cui i nostri campioni ci hanno abituato. Coinvolgente e ironico, McDougall punteggia il suo racconto di aneddoti su grandi corridori del passato come Emil Zatopek o Roger Bannister, e di singolari scoperte, arricchite di consigli tecnici e dati scientifici, sul mondo delle ultramaratone.

Sapevate che la dieta ideale per un ultramaratoneta è quella vegetariana? E che più le scarpe da running sono ammortizzate più sono pericolose, e che quindi il modo migliore di correre è indossare le scarpe peggiori? E avreste mai immaginato che i corridori raggiungono il picco della velocità a 27 anni, dopo di che comincia un lento ma inesorabile declino?


Prezzo: EUR 16,91
Da: EUR 19,90
«Probabilmente senza saperlo ha fatto volare uno sport: lo skyrunning. Bruno è riuscito a dare una forma alla corsa nel cielo, una dimensione mitica e una visibilità che ha portato le generazioni future a scoprire questo sport». Kilian JornetBurgada, campione di skyrunning, scrive così riferendosi a Bruno Brunod, nella prefazione del libro. «Il volume ripercorre la passione di Bruno Brunod per la corsa in montagna, il suo talento straordinario che si lega con le sue qualità umane intrise di una spontaneità e di una forza di volontà uniche – commenta il Presidente dell’Associazione Forte di Bard, Augusto Rollandin – Non si tratta di una semplice biografia, ma del racconto appassionato di un uomo di montagna che ha reso le sue imprese sportive leggenda».

«Bruno Brunod è un esempio di vita. Non vi è molto altro da dire su di lui. La sua forza di volontà, lo spirito di sacrificio, il senso della famiglia e dell’amicizia, l’onestà e la rettitudine, il valore della parola data, le sensazionali doti fisiche, mentali ed emozionali, la spinta interiore, il sano agonismo mai sleale sono la spiegazione della simpatia e del carisma di cui gode ovunque nel mondo»commenta il Consigliere delegato del Forte di Bard e curatore del libro, Gabriele Accornero.


Il Tor des Geants: la gara più dura del mondo! Una avventura affrontata faccia a faccia con la natura e la fatica all’interno di uno degli scenari più selvaggi e incontaminati del mondo: il Monte Bianco, il Gran Paradiso, il Monte Rosa e il Cervino. Una grande corsa di 330 km non stop su e giù per montagne di oltre 3000 metri. Una grande corsa dell’anima, dove fatica, infortuni, mancanza di sonno e di adeguata alimentazione, rischi fisici, comunanza con uomini e natura, aprono scenari interiori spettacolari e magnifici. Esperienze, emozioni e intuizioni creano un solco, una traccia nuova nel rapporto con noi stessi e la vita intorno. Cosa si prova, chilometro dopo chilometro? Come si assapora la bellezza dell’impresa? Iniziamo il viaggio.


«Conosco il mio corpo, e so dove mi può portare. Lontano».
«Un mito per gli appassionati dell’impossibile». – Il Corriere della Sera
All’inizio di questo racconto c’è un uomo che si guarda allo specchio e si chiede: “Sono davvero io quel vecchio lì?” Il suo corpo non nasconde affatto il peso dei suoi sessantatré anni. Nessuno direbbe mai che ha la stoffa del campione. E non in uno sport qualunque, ma nell’ultra trail, una disciplina estrema che significa decine, centinaia di chilometri di corsa sui terreni e nei climi più impervi, sulle Alpi o nei deserti.

Marco Olmo è stato boscaiolo e camionista, infine operaio per ventun anni in una grande cementeria della provincia piemontese. Poi, all’improvviso, è iniziata la sua straordinaria avventura di corridore. Apparentemente un po’ tardi per la sua età. Ma Olmo viene dal “mondo dei vinti”, dal mondo delle montagne sconfitto dalla civiltà industriale. La sua traiettoria è ben di più di un eccezionale exploit sportivo, è un’occasione unica di riscatto, una vittoria profondamente umana. È da lì che il corridore distilla, misura lentamente la sua forza. Marco Olmo si guarda allo specchio, si conta le rughe. “Quel vecchio lì”, magro e capace di sopportare fatiche immani, non ha intenzione di fermarsi, e già immagina la prossima gara.


 “Sogna in grande e osa fallire” (questo è diventato per me un mantra ed è la frase che mi accompagna ovunque, tatuata sulla mia pelle e nella mia anima) queste le parole che il protagonista si ripete la notte prima dell’inizio del Tor des Géants: 330 chilometri di corsa (24.000 metri di dislivello) che si snodano attraverso il parco nazionale del Gran Paradiso e quello regionale del Monte Avic, toccando le due Alte Vie della Valle d’Aosta.

Una competizione no-stop dove fermarsi per dormire significa perdere posizioni e le gambe non bastano, la forza di volontà non basta, il coraggio è un mero accessorio, l’allucinazione una risorsa a cui attingere. Serve avere coscienza del limite, accettare la fragilità del proprio corpo e della propria mente, affrontare e superare le crisi. Fabrizio Pistoni ci racconta la sua esperienza in presa diretta, in un monologo interiore lungo quanto la corsa, registrando la fatica, gli incontri, le evoluzioni e involuzioni del pensiero, i morsi della fame, la sofferenza, i silenzi, i paesaggi mozzafiato di una montagna immobile e pura.

Se vi siete persi il secondo appuntamento sui miei libri fate, un salto in questa pagina

Buona lettura


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Runnerpercaso

Corro per scelta, lo faccio per passione, sono un runnerpercaso. Impiegato nella GDO corro nel tempo libero. Sposato con Elena, viviamo insieme ai nostri amici a 4 zampe Mario e Lola. Mi piace condividere la mia passione per la corsa perchè quando corro sono felice.

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