Agno Trail 2019

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Agno Trail 2019 | Pettorale

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Iscrivermi alla Agno Trail non so se sia stata cosa buona e giusta, ma l’ho corsa, sono arrivato alla fine e mi sono divertito un sacco. In preparazione della Durona Trail dell’8 giugno dovevo decidere se correre una corsa lunga di circa 30/40 km da solo oppure se approfittare di una gara in zona per correrlo in compagnia. Così ho deciso di iscrivermi all’edizione 2019 dell’Agno Trail che si è corsa domenica 26 maggio a Valdagno (VI).

La preparazione

Dopo aver corso a fine aprile la Schio Ultra Jungle ho continuato la mia preparazione in previsione della gara più lunga e impegnativa della stagione: la Durona Trail che si correrà l’8 giugno 2019. Sono arrivato ad allungare i km corsi in settimana e quelli totali mensili arrivando a correre il mese scorso ben 266 km. Un piccolo record per me che spero di battere ogni mese e portare sempre più in alto l’asticella da dover superare.

Maggio è quasi alla fine e con la gara di domenica sono arrivato alla soglia dei 250 km, rimane ancora una settimana e mantenendo l’allenamento a buon ritmo dovrei chiudere il mese intorno ai 288/290 km. Giugno si aprirà in discesa perché la prima settimana coincide con lo scarico pre gara. In questa settimana mi dedicherò di più all’alimentazione e allo stretching dei muscoli delle gambe, anche perché questa domenica all’Agno Trail 2019 sono ritornato a soffrire di quelli che pensavo fossero crampi ma che in realtà sono un affaticamento del muscolo gracile e dei muscoli adduttori.

Dovevo chiudere la settimana con circa 90 km nelle gambe ma ho dovuto tirare i remi in barca per via di un’affaticamento muscolare e chiudere a soli 70 km. La pianificazione della settimana doveva essere così: 14 (martedì) 13 (mercoledì) 14 (giovedì) 13 (venerdì) 36 (domenica). Invece è stata così: 13 (martedì) 11 (mercoledì) 10 (venerdì) 36 (domenica).

Un pò di stanchezza nelle gambe molto probabilmente residuo della settimana precedente dove ho corso 80 km di cui 20 domenica tra i boschi nel fango e sotto la pioggia. Le distanze vanno aumentate un pò alla volta, mai fare il passo più lungo della propria gamba. In più se aggiungiamo che a lavoro è stata una settimana impegnativa, il risultato non poteva essere che un pò di stanchezza non prevista.

Agno trail 2019 – la gara

Ho commesso un grave errore i giorni precedenti, e soprattutto il giorno stesso. Non ho curato l’alimentazione come dovevo. (vedi l’alimentazione la sera prima della gara). Mi sono lasciato trasportare dallo stress e dalla stanchezza per non mangiare come dovevo e riposare poco, la conseguenza è stata pagarne le spese in gara. Ma veniamo a noi.

Sveglia presto alle 5, una veloce colazione fatta di thè e qualche biscotto e una doccia fredda per svegliarmi un pò. Preparato lo zaino mi vesto e parto direzione Valdagno (VI). Pensavo di impiegarci di più ma alla fine sono arrivato quasi 2 ore prima dello start. Cosa potevo fare nel frattempo? Niente, riposare in auto è alquanto difficile ed avevo paura di non svegliarmi in tempo.

Ritiro il pettorale e mi dirigo verso il primo bar vicino. Un caffè nient’altro di più. Li incontro altri runners con cui scambio qualche parola, uno di loro lo conosco, l’ho già incontrato diverse volte ed è amico dei miei amici con cui mi alleno. Bevuto il caffè mi sposto verso l’auto dove mi cambio per poi dirigermi verso Parco La Favorita dove avrà inizio la gara.

Gli altri atleti cominciano ad arrivare, saluto Daniele e scambiamo due parole. Finalmente è quasi arrivato il momento di partire, faccio le ultime riprese prima della partenza con la mia GoPro e accendo il mio Garmin Fenix 5x. Carico la traccia e via…si parte.

I dolori e lo stop

Il percorso è segnalato bene, molto bene direi. Quasi impossibile perdersi ma molto facile per chi volesse farlo barare (a fine gara ho saputo di qualche furbetto che il taglio lo ha fatto ma sono notizie non verificate da me e non posso confermare che sia vero ma credo a chi me lo ha detto). Il terreno è bagnato per via dell’abbondante pioggia caduta nei giorni precedenti ma il tracciato è percorribile. Dove la discesa è impegnativa e pericolosa l’organizzazione lo ha segnalato prontamente con dei cartelli molto ben visibili.

Azzeccata la scelta delle scarpe, non scivolo e riesco a mantenermi in piedi per ”quasi” tutta la gara. Mi faccio aiutare dai miei bastoncini curvi sia in salita ma soprattutto in discesa. Un piccolo errore di distrazione mi porta a toccare il terreno con il sedere ma niente di grave, sono stato molto fortunato a cadere ”bene”. 

Nonostante la scarsa alimentazione e qualche affaticamento dovuto alla settimana precedente, riesco a correre bene e mantenere un buon ritmo. Sembra tutto andare bene, le salite le affronto con la giusta carica, quelle brevi le corro a passo corto e quelle lunghe le cammino velocemente. Ma mentre tutto filava liscio ecco il patatrack!

L’inizio dell’ennesima salita subito dopo una discesa non molto impegnativa, siamo al 26° km ed incrocio un ragazzo che ha dei crampi. Il tempo di fargli l’imbocca al lupo che mi devo fermare anche io. Strane coincidenze. Mi blocco all’improvviso, sento tirare l’interno coscia destro, un dolore fitto e lancinante. Penso che siano i crampi ma ho bevuto in continuazione e assunto magnesio e potassio per tutta la gara. Provo a fare stretching e distendere la gamba  ma il risultato è scarso. Allora provo a riprendere a piccoli passi e stranamente il dolore sembra attenuarsi. Riparto.

I dolori e la ripresa

Sono stato fermo circa mezz’ora sommando le soste che ho fatto per auto-massaggiarmi e fare dello stretching, il tempo finale sarebbe stato migliore ma contando che questo era solo un allenamento ho preferito riposare quando ero stanco e fare le cose con molta calma. Il tempo di gara non è mai stato importante per me. Riprendo la corsa e non mi fermo più fino alla fine se non per scattare qualche foto o fare delle piccole riprese per il mio video. 

Continuo a correre e attraverso posti bellissimi, immagino il caldo che deve fare in questi boschi d’estate quando le temperature salgono e il terreno e asciutto e veloce. Fortuna che durante il percorso ho incontrato un paio di fontane di acqua potabile fresca dove ho potuto rinfrescarmi e riempire le borracce, una vera manna dal cielo. Le temperature previste erano inferiori a quelle avute durante tutto lo svolgimento della gara, il meteo prevedeva acquazzoni nel pomeriggio ma in realtà abbiamo avuto un caldo inaspettato e un bel sole durante tutta la giornata.

Agno Trail 2019, l’arrivo

L’Agno Trail è stata una bella gara, in questo caso per me un buon allenamento. 35.5 km e 2000 D+ nelle gambe che mi serviranno per affrontare al meglio la gara più lunga e dura della stagione. Il prossimo anno mi piacerebbe ritornarci, di solito corro due volte la stessa gara per confrontare i tempi a distanza di un anno. Organizzazione presente in quasi tutto il percorso, i volontari c’erano ed i ristori non mancavano. 

La cosa però che mi ha deluso di più è stato proprio l’arrivo. Il mio tempo finale è stato di 5h 44′, un pò eccessivo ma era solo un allenamento lungo lento. Sono arrivato a varcare il gonfiabile all’arrivo nel silenzio più totale (dal video registrato lo si vedrà e sentirà chiaramente). A parte un paio di persone al tavolo del rilevamento tempo, nei dintorni non vi era nessuno. Neanche un applauso, neanche un saluto, nemmeno un fotografo.

Erano tutti, e dico tutti impegnati a pochi metri dall’arrivo per l’inizio delle premiazioni dei primi arrivati. Sarebbe stato giusto aver messo a disposizione un’altra macchina fotografica e uno degli organizzatori che anche con un finto sorriso avesse accolto tutti gli altri arrivati. Gli ultimi non sono certo diversi dai primi. Hanno pagato la stessa quota e pretendono lo stesso servizio e trattamento. E a dirla tutta non ero nemmeno tra gli ultimi, a quanto pare sono arrivato 61° su circa 120 atleti alla partenza, figuriamoci l’arrivo degli ultimi.

Inoltre se proprio vogliamo dirla tutta il pasta party era davvero scadente. Si, c’era un piatto di pasta (fredda) preparata al mattino (tant’è che la ragazza che mi ha servito si è scusata) ma la cosa davvero che non mi è andata giù e che non vi era nemmeno una bottiglia da mezzo litro di acqua. Un misero bicchiere di plastica nemmeno tanto pieno.

Conclusioni finali

L’Agno Trail 2019 è stata tutto sommato una bella gara, gli organizzatori possono fare di più cerando di prestare più attenzione a TUTTI i partecipanti e non solo a chi arriva tra le prime posizioni. Però posso dire che tutto sommato mi sono divertito. Una gara che come ho già detto rifarò sicuramente, sperando di portare a casa un tempo migliore di quest’anno. Intanto pensiamo al futuro…Durona Trail sto arrivando!

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