Estate, letture per amanti del running

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Siamo in estate, molti di voi trascorreranno le vacanze al mare e molti di voi si annoieranno sdraiati sul lettino a prendere il sole. Dite la verità, dopo un po’ ci si stanca senza far niente. Io sono uno di quelli. Mi stanco facilmente perché sono una persona iper-attiva e non riesco a stare fermo.

Immagino che non tutti siate come me, immagino che molti leggendo queste righe iniziali mi avranno già mandato a quel paese esclamando ”ma che diamine dici, io al sole come una lucertola ci posso stare anche ore. Relax, mare e sei in pole position (non era proprio così ma una citazione ci sta sempre bene).

Indipendentemente se siate tipi da relax assoluto o super impegnati, vi consiglio di prendervi qualche minuto, se non qualche ora, per dare alla mente un po’ di cibo. La lettura sazia la mente e la tiene giovane e attiva, proprio come voi.

Mare o montagna?

Anche quest’anno io e mia moglie, insieme ai nostri due cuccioli di Jack Russell ”Mario e Lola”, trascorreremo le nostre vacanze un po al mare ed un po in montagna. Ad agosto refrigerio in quel di Livigno presso l’Hotel Lac Salin SPA & Mountain Resort mentre a settembre (quando oramai l’onda di turisti è rientrata in città) nella mia amata Puglia nel fantastico mare del Salento.

Non mancherà però occasione di portarmi dietro qualche libro, questa volta libri che mi sono stati consigliati da amici o follower della mia pagina facebook runnerpercaso. Ho deciso di fare una bella scorta di libri (circa 4) che spero di finire, non mi piace portare indietro libri non letti.

Anche in questa occasione, voglio condividere con voi qualche consiglio sulla lettura. Ecco un breve elenco di libri che mi accompagneranno in vacanza. Spero di fare cosa gradita a tutti consigliandovi qualcosa da leggere.

Buona lettura e buone vacanze a tutti.

“Ci impegniamo a raggiungere un obiettivo, e se lo raggiungiamo o no è importante, ma non è la cosa più importante. Ciò che conta è come ci muoviamo verso tale obiettivo”

(Scott Jurek)

Ecco i libri che porterò con me in vacanza quest’estate

Markus corre tra gli alberi millenari, sulle rocce o lungo sentieri inesplorati, circondato dal silenzio. Corre nella neve invernale e sotto il sole dell’estate artica. Corre nella natura selvaggia. Vive come un eremita tra i boschi di Jämtland, nel cuore impervio della Svezia, lontano da qualsiasi segno di civiltà e dalle aspettative che gli altri hanno su di lui. Una radura, una tenda, un focolare.

Come è arrivato lì? Da cosa scappava? E cosa ha trovato? Markus Torgeby corre da quando ha dieci anni: è l’unica cosa che lo fa stare bene, perché solo così riesce a dimenticare almeno per un po’ i problemi a casa, con sua madre, malata di sclerosi multipla, che peggiora a vista d’occhio. E solo un ragazzino quando un allenatore intravede in lui le potenzialità del campione e lo fa entrare nella sua squadra di atletica. Presto, però, anche lo sport diventa fonte di angoscia. Alla prima gara ufficiale, le sue gambe si bloccano completamente.

Qualcosa non funziona. In allenamento Markus va fortissimo, ha i tempi per giocarsi i 3000 siepi ai campionati europei, ma la pressione lo fa crollare: si infortuna. In una situazione simile, non è strano fantasticare di mollare tutto, di andarsene via. Markus lo fa davvero. A soli vent’anni lascia la sua casa e si ritira nella foresta. Il bosco lo accoglie e diventa un rifugio sicuro: non solo uno spazio fisico, ma un luogo mentale. La vita solitaria nella natura lo rimette in contatto con se stesso, la corsa torna a essere la sua salvezza. In «Running Wild» Markus ci racconta con voce autentica la sua storia di caduta e riscatto, un inno alla capacità della natura di riportare l’uomo ai suoi valori essenziali.


Scott Jurek è uno dei più noti e amati ultramaratoneti di tutti i tempi. Nella sua carriera ha percorso gare al limite del possibile e vinto tutti gli eventi più importanti. Una volta compiuti quarant’anni, Scott affronta un periodo molto buio, e la tentazione di abbandonare la corsa comincia a farsi spazio. Si trova quindi di fronte a un bivio: smettere definitivamente oppure uscire da quel tunnel ritrovando la voglia di competizione, il propellente che fino ad allora lo aveva spinto oltre ogni traguardo.

Motivato da un forte bisogno interiore, Scott sceglie di intraprendere la sfida definitiva: stabilire il record di velocità sul sentiero degli Appalachi marciando nella direzione più ardua, ovvero verso nord. 3.500 chilometri lungo la costa orientale degli Stati Uniti, tra dislivelli incredibili e sentieri impervi, paesaggi mozzafiato e condizioni climatiche imprevedibili. Un vero calvario di sforzo fisico, privazione del sonno, pressione psicologica. Ma Scott corre, cammina e incespica senza fermarsi, percorrendo 80 chilometri ogni giorno.

Non avrebbe potuto immaginare il tributo fisico ed emotivo che questo viaggio gli avrebbe chiesto. Ma neppure la ricompensa: scoprire che la volontà può trascendere il dolore fisico e farti arrivare dove vuoi. Supportato dalla moglie Jenny e da un team di amici, aiutato dallo spettacolo rigenerante della natura incontaminata, metterà alla prova il suo carattere e ritroverà la pace perduta. “Nord” è una storia di perseveranza e trasformazione personale, ed è il ritratto di un uomo messo a nudo davanti al più grande degli ostacoli: se stesso.


“Perché ho iniziato a correre? Ho iniziato perché io, uomo di mare, volevo stare in mezzo alla natura impervia e dare del tu alla montagna della quale mi ero innamorato da ragazzino.” Nato a Piccione, Stefano Gregoretti ha conosciuto fin da giovanissimo una passione assoluta che, nella vita, lo avrebbe portato molto lontano dalla sua, pur amatissima, riviera romagnola. Già dalle prime vie ferrate nelle Dolomiti, affrontate con la famiglia da bambino, ha scoperto infatti il desiderio di penetrare nei territori più aspri e remoti, senza paura di incontrare pericoli né di far fatica.

Anzi, addirittura, imparando ad amarla, questa fatica, e a coltivarla come una dote interiore. È così che, anno dopo anno, ha tracciato il percorso entusiasmante che racconta in questo libro, passando dal triathlon e dagli Iron Man (nuoto-bici-corsa su lunghe distanze) agli ultratrail, sfiancanti corse in solitaria, ben più lunghe di una maratona. I suoi ricordi ci portano in giro per tutto il globo – dall’isola di Baffin nell’Artico al deserto della Namibia, dalla Patagonia alla stessa Italia (Valle d’Aosta, dove ha luogo il Tor des Geants, e Appennino) – e si leggono come grandi racconti d’avventura perché parlano di crepe che si aprono sotto i piedi nel ghiaccio del pack e di notti passate in carceri abbandonate, di tempesta e di sole giaguaro, di freddo che ti stringe come una tenaglia e di sete che ti tortura.

Ma parlano anche di sfida con se stessi e di uno sconfinato amore per il nostro meraviglioso pianeta, oggi purtroppo spesso minacciato dai cambiamenti climatici. Per tutti coloro che, catturati da questo genere di esperienze e dagli splendidi scenari naturali, vogliano mettersi alla prova con un “Ultratrail”, Gregoretti offre utilissimi consigli pratici nella appendice al libro.


Quando pensiamo ai grandi atleti le prime cose che balzano all’attenzione della nostra mente sono il loro fisico e la grande preparazione atletica. Eppure c’è un aspetto, immateriale e forse per questo molto spesso sottovalutato, altrettanto importante, se non di più: la preparazione mentale. Senza di essa le doti, le abilità, apprese con sacrificio e duro allenamento, e i talenti non avrebbero modo di esprimersi e di tradursi in prestazioni formidabili. Alex Bellini, esploratore, sportivo ed esperto di ottimizzazione mentale, ci guida nell’affascinante mondo della mente umana, esplorando tutti gli aspetti che rendono possibile andare oltre i propri limiti (nello sport ma non solo) e condividendo i segreti appresi durante le sue incredibili imprese.


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Runnerpercaso

Corro per scelta, lo faccio per passione, sono un runnerpercaso. Impiegato nella GDO corro nel tempo libero. Sposato con Elena, viviamo insieme ai nostri amici a 4 zampe Mario e Lola. Mi piace condividere la mia passione per la corsa perchè quando corro sono felice.

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