Montefortiana 2018 – La mia Ecorun

Share

Sono trascorsi diversi giorni ormai dalla Montefortiana, mi sono preso qualche giorno di tempo per scrivere un articolo a mente fredda per non essere condizionato dall’euforia della gara, la mia Ecorun è stata davvero un successo. Mentre vi scrivo sono a casa, ho preso l’influenza e così ho qualche giorno in più per scrivere questo articolo. Nonostante essermi vaccinato non potevo non prenderla, mia moglie si è ammalata il lunedì successivo alla Montefortiana ed io ho resistito solo qualche giorno in più, poi è toccato a me. Complice sicuramente lo sforzo della domenica, l’allenamento del martedì successivo con Francesco e Andrea (12 km e 330 D+) e l’allenamento del giovedì mattina in solitaria (stesso percorso del martedì sera), entrambe le giornate molto umide e fredde. Il mio corpo non ha retto e mi ha detto stop. Ma facciamo un salto indietro al giorno della gara.

La Montefortiana

La Monteforiana è una gara di casa per me, mi alleno spesso sugli stessi sentieri quindi mi sentivo pronto carico ed euforico. Sin dall’inizio il mio obiettivo è sempre stato quello di terminare la gara in un tempo inferiore a quello corso nell’edizione del 2016: 3 h 03′ 03” e ci sono riuscito. Come prassi oramai il giorno precedente ho lavorato quindi niente riposo, ma nonostante ciò mi sentivo fiducioso di portare a termine questa gara nel miglior modo possibile. Per la verità pensavo di chiuderla in un tempo ancor più basso ma non è stato così, il tempo all’arrivo comunque è stato di 2 h 49′ 32”.

E’ domenica mattina giorno della Montefortiana, avendola vicino casa a soli 7 km di distanza ho avuto la possibilità di svegliarmi con più calma, forse troppa. Infatti sono arrivato in ritardo all’appuntamento che avevo organizzato con i followers della pagina, chissà se solo uno di loro si sarà presentato. Sveglia alle 5.30, una bella doccia tiepida e poi colazione.

Questa volta ho voluto cambiare e fare una colazione più leggera, niente noci, niente prugne, niente fabbisogno calorico in eccesso, quel che è fatto oramai è fatto quindi mi limito ad un thè nero con zenzero e arancia accompagnato da una fetta di pane di segale con della marmellata, tutto molto semplice e molto veloce. Termino la colazione e mi preparo, prendo lo zaino (questa volta ho optato per lo zaino da 1 Litro con all’interno solo una soft flask da 250ml di acqua e la giacca antivento in Gore-tex appena comprata che tra l’altro non mi è servita durante la gara) e mi dirigo in garage a prendere l’auto.

Arrivo in ritardo in centro paese, l’appuntamento era alle 7.15 davanti ad una pasticceria ma io sono arrivato alle 7.30. Ad aspettarmi trovo Alberto, un ragazzo di Verona conosciuto un paio di anni prima ad una marcia FIASP organizzata a Monteforte dagli stessi organizzatori della Montefortiana. Con lui beviamo un caffè al volo. E’ quasi ora di riscaldarmi perchè lo start delle gare competitive è fissato per le 8.00, per le 8.30 le gare restanti.

Alberto deve ritirare un documento all’interno dello stand così lo accompagno, neanche il tempo di entrare che lo perdo di vista bloccato quasi all’ingresso dalla mia amica Gloria che mi presenta alcune persone, se non ricordo male un paio di loro correranno poi con me la 26 km. E’ tardi e non posso più attendere.

Saluto tutti e mi dirigo verso l’uscita dove incontro nuovamente Alberto e con lui mi incammino verso il gonfiabile della partenza dove incontro Francesco, Andrea e un paio di loro amiche, facciamo una foto ricordo e via, direzione start. C’è molta gente e altra ne arriva ancora, gli abitanti di Monteforte sono svegli già da un pò e sembrano partecipare con molto entusiasmo alla manifestazione. Questa giornata tra gare competitive e marce, alla fine raccoglierà secondo dati ufficiali quasi 25.000 persone.

La Montefortiana è uno spettacolo per tutti e molta gente non vede l’ora che arrivi gennaio per questo evento. Fortunatamente il meteo è stato di aiuto, nonostante i pochi gradi in cielo non si vedeva una nuvola, forse qualcuna passeggera ma che non ha dato granchè di problemi. Mancano pochi minuti alla partenza della mia seconda partecipazione alla Montefortiana, sale l’adrenalina, manca davvero poco. 3…2…1…si parte, sono le 08.01.

La gara

Mi trovo a metà circa della fila, superato il gonfiabile si svolta subito a sinistra lasciando la piazza ed il comune sulla destra. Un rettilineo in leggera pendenza ci porta alla discesa che si affaccia sui campi. Diversamente dalla prima edizione del 2016 questa volta si corre un tratto più lungo di asfalto, siamo già al primo km ed io mi sento in forma, supero un pò di atleti e mi dirigo verso la prima salita della gara.

Come negli allenamenti la cammino anche perchè non ho molto riscaldamento nelle gambe e preferisco non forzare. Diversamente da molte altre gare di Trail l’Ecomaratona e l’Ecorun hanno una percentuale di asfalto/cemento sia in salita che in discesa maggiore, andando a sollecitare maggiormente le articolazioni.

Sapendo questo mi limito sia in salita che in discesa nelle pendenze maggiori, da sempre è sempre stato un problema riuscire a terminare una gara in perfette condizioni con le ginocchia. Devo confessare però che il sabato prima il mio fisioterapista Nicolò mi ha fatto un enorme piacere, si è reso disponibile ad applicarmi a solo 12 ore dalla partenza del tape fisioterapico attorno alla rotula e alla bandelletta ileotibiale sx, questo mi ha permesso di arrivare al traguardo senza quei dolori che mi portavo dietro da diversi giorni.

La gara entra nel vivo, guardo l’orologio ed è tempo del primo ristoro. Tiro fuori il mio bicchiere personale e mi riscaldo un pò con del thè, una manciata di uvetta e riparto. Pensando che non mi sarebbero serviti conoscendo il percorso decido di lasciare a casa i bastoncini facendo un gravissimo errore. Spingo sin dall’inizio e guardando l’orologio a quel ritmo avrei dovuto chiudere la gara intorno alle 2 h e 30′, invece mi accordo intorno al ventesimo km che senza i bastoncini spingo molto di più sulle gambe stancandomi più in fretta.

Rispetto alla partenza adesso fa più caldo, già dopo i primi km ho dovuto toglier via i guanti e i manicotti, prima di metà percorso nelle parti esposte al sole ho dovuto addirittura tirar su la maglia termica, avevo tanto caldo. Mancano 6 km al traguardo ed ogni occasione è buona per camminare o addirittura fermarmi a prendere fiato. Ennesimo ristoro e questa volta invece di fare le cose al volo le faccio davvero con calma. In diverse occasioni incrociamo gli atleti delle marce non competitive che a fatica si spostano da un lato per lasciarci passare, così mi metto ad urlare: largooooo, pistaaaaa, tutti a destraaaaa.

Non era mio compito ma non essendoci nessuno a farlo l’ho fatto io, così ho avuto strada libera.Siamo nella seconda parte del percorso, ormai queste strade le conosco a memoria, dal cemento si passa al fango e ad una delle discese più impegnative del percorso. I primi di maggio questa discesa la si corre al contrario in salita, è parte del percorso di un’altra gara molto importante qui in zona a cui ho partecipato già due volte, la Soave-Bolca.

Una salita da spezzare le gambe e a mio avviso percorribile solo con i bastoncini, ho visto gente scivolare e farsi male senza specialmente se il giorno prima ha piovuto. Correrla in discesa non è meno difficile e bisogna prestare lo stesso molta attenzione.

Terminata la discesa è per il 90% asfalto il restante sterrato sino all’arrivo. Non manca tanto, guardo l’orologio e scambio due parole con un gruppo di ragazzi che mi chiedono i km, dovrebbero mancarne due ma i km segnati non corrispondono alla realtà, infatti alla fine il tracciato misurerà 25 km e non 26. Mi incitano a seguirli ma hanno deciso di sprintare ed io non ce la faccio proprio così gli dico di andare.

Qualche metro più avanti c’è un altro ragazzo a cui mi accodo, arriveremo quasi insieme tra un continuo passo e sorpasso a vicenda. Vedo l’arrivo, l’ultimo rettilineo prima del ristoro finale e un pò di gente ferma a guardare. Faccio l’ultimo sprint nascondendo le smorfie per la stanchezza, riesco a sorridere e sollevare le braccia in alto in segno di vittoria, nelle foto verrò davvero bene. Sono contento perchè sono arrivato alla fine con ben 13 minuti e mezzo in meno della mia prima edizione anche se gli ultimi km sono stati i più duri.

Riflessioni finali

Forse avrei potuto fare molto meglio ma non mi piace piangermi addosso, questa Montefortiana è andata bene lo stesso. Provo a chiamare al telefono Alberto per sapere se è già arrivato ma non risponde, dopo diversi tentativi mi scriverà che era già a casa da un pò avendo corso i 20 km non competitivi. Faccio un giro per vedere se incontro qualcuno che conosco e mi dirigo al ritiro pacco gara.

Li ad attendermi dei crackers, frutta secca, biscotti ed un’ottima birra fredda, il terzo tempo finale è sempre gradito. Ritiro il pacco gara (un bel accappatoio in microfibra delle Errea, una bottiglia di vino bianco Soave, dei succhi di frutta, una confezione di panna per il caffè, un integratore,  una crema viso, una crepa deodorante piedi e delle altre cose) e ricevo la chiamata di gloria, anche lei è arrivata e si sta dirigendo verso casa. Gli dico di aspettarmi e che avremmo fatto un tratto di strada a piedi insieme. Ci troviamo vicino allo stand dove con il buono pasta si possono mangiare dei tortellini caldi, ma essendo Gloria e l’amico che era insieme Vegetariani abbiamo deciso di non fermarci.

Arriviamo alla macchina e ci salutiamo, mi dirigo verso casa a far vedere la medaglia da Finisher a mia moglie e mangiare qualcosa. Il pomeriggio lo trascorrerò sul divano, un pò a dormire un pò a guardare la tv. Mia moglie non sta bene e l’indomani il medico gli dirà che è influenza, la domenica la termino sul divano in totale relax.

La Montefortiana è una di quelle gare che bisogna correre almeno una volta nella vita, correre tra i vigneti dove durante tutto l’anno si coltiva e produce uno dei migliori vini al mondo è una sensazione unica. L’unico neo della gara è il periodo, un periodo un pò spento e a volte può essere particolarmente freddo. Vedere gli stessi luoghi in altri mesi prima o dopo la vendemmia ad esempio è tutto un altro panorama. Il prossimo anno ci sarà una nuova Montefortiana ma il prossimo anno cercherò di gareggiare sulla distanza più lunga, 44 Km.

Se non volete correre una delle gare competitive potete comunque optare per una delle tre marce a disposizione, la 20 km collinare sarebbe comunque un gran bel percorso visto che diversamente dalle competitive si passa vicino al Castello di Soave, una bellezza medioevale che non ha tempo. Buone corse amici runners, sicuramente in qualche posto ci incontreremo e correremo insieme, per adesso posso solo augurarvi buona vita e #enjoytherun


Share

Runnerpercaso

Corro per scelta, lo faccio per passione, sono un runnerpercaso. Impiegato nella GDO corro nel tempo libero. Sposato con Elena, viviamo insieme ai nostri amici a 4 zampe Mario e Lola. Mi piace condividere la mia passione per la corsa perchè quando corro sono felice.

Commenta

In questo sito utilizzo cookies, anche di profilazione e di terze parti per renderti la navigazione più piacevole. Cliccando sul tasto “cookie policy” potrai trovare le informazioni per disattivare l’installazione dei cookies, ma in tal caso ti informo che il sito potrebbe non funzionare correttamente. Continuando la navigazione in questo sito acconsenti alla nostra Policy. Cookie policy

Alcuni contenuti o funzionalità qui non sono disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie! Ciò accade perché la funzionalità dei contenuti contrassegnati come “% SERVICE_NAME%” utilizzano i cookie che hai scelto di mantenere disattivati. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, si prega di abilitare i cookie: fai clic qui per aprire le tue preferenze sui cookie.