La Cina chiude l’Everest ai turisti: troppi rifiuti

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La Cina chiude il monte Everest ai turisti

La decisione è stata presa qualche giorno fa dalla Cina, nessun turista o nessun alpinista potrà più scalare gli 8.848 metri della vetta più alta del mondo. La Cina infatti da deciso di bloccare a tutti, a meno di ottenere un permesso speciale, l’accesso al monte Everest: la vetta più alta della catena dell’Himalaya.

Quale è stato il motivo della chiusura?

La Cina ha dichiarato che l’Everest è diventata una discarica a cielo aperto con immondizia di ogni tipo, dalle confezioni di cibo agli avanzi di cibo stesso, dalle tende alle bombole usate dagli alpinisti. Secondo quanto riporta la Bbc, nella scorsa primavera sono state raccolte circa tre tonnellate di spazzatura lasciata da turisti e alpinisti al campo base Nepalese. Negli ultimi anni è aumentato drasticamente il numero di visitatori e di conseguenza sono aumentati i rifiuti.[amazon_link asins=’8876159193,8856501759,8817062960′ template=’ProductGrid’ store=’runnerpercaso-21′ marketplace=’IT’ link_id=’6a124cc4-f180-4bb3-8c5e-9ed9ad30c7ee’]Secondo l’Associazione Alpinistica Cinese circa 40.000 persone hanno visitato il campo base in Tibet nel 2015, anno più recente con statistiche certe. Secondo il Nepal’s Ministry of Forests and Soil Conservation invece, sono 45.000 le persone che hanno visitato suo il campo base nel biennio 2016/17. L’aumento delle visite al campo base cinese si pensa sia dovuto al fatto che è situato in Tibet ed è accessibile in auto. Mentre il campo base Nepalese può essere raggiunto solo con un’escursione di quasi due settimane.

Cosa prevede il divieto?

Potranno accedere al campo base che si trova a 5.200 metri di quota solo 300 alpinisti l’anno muniti di un permesso speciale rilasciato dalle autorità, tutti gli altri visitatori dovranno fermarsi più in basso all’altezza del monastero di Rongbuk. Per ora non sono previste deroghe sul numero di accessi anche se si sta già pensando ad una modifica del numero in futuuro.

Nel frattempo la Cina si sta organizzando: una squadra di circa 200 persone infatti avrà il compito di ripulire la vetta dal maggior numero di rifiuti possibili accumulati nel corso degli anni dalle varie spedizioni che si sono susseguite. D’ora in avanti tutti i visitatori che raggiungeranno il monastero – ma non solo – saranno obbligati a riportare a valle i propri rifiuti (c’era bisogno di arrivare fino a questo punto mi chiedo?). Al momento del rilascio del permesso sarà loro trattenuta una cauzione di 4.000 dollari a spedizione, soldi che verranno restituiti solo al ritorno e soltanto se saranno in grado di dimostrare di non aver lasciato nessun rifiuto durante tutto il tragitto.[amazon_link asins=’8868368161,8856501759,8863804915′ template=’ProductGrid’ store=’runnerpercaso-21′ marketplace=’IT’ link_id=’a9f2928d-d5c3-44c2-a63f-0cc396a3e586′]Agli Sherpa che aiuteranno gli scalatori a trasportare sulla montagna tutto il necessario per la riuscita della spedizione (zaini, tende, cibo), verrà dato un premio in denaro per ogni chilogrammo di spazzatura raccolto durante il tragitto. Un’idea che renderà più responsabili gli Sherpa stessi e più pulita una delle montagne più belle al mondo. Le operazioni di pulizia di quest’anno tenteranno anche di rimuovere i cadaveri degli alpinisti morti nella cosiddetta zona della morte sopra gli 8.000 metri. A causa del freddo e dell’alta quota, questi corpi rimangono spesso sulla montagna per anni o addirittura decenni.[amazon_link asins=’8837094566,B00HARPUD8,B015RGOS86′ template=’ProductGrid’ store=’runnerpercaso-21′ marketplace=’IT’ link_id=’176ee4f1-d2f6-4190-99b9-944a3293de1a’]