Orsa Ultra, il mio primo Ultra Trail da 50 km

Decidere di correre l’Orsa Ultra non è stata una decisione difficile, anzi. Cercavo una gara per cimentarmi in una nuova distanza, più lunga dei soliti 26-35 km e così mi sono imbattuto in questa gara che tra le sue caratteristiche ha la vicinanza a casa.

Perchè allora scegliere proprio l’Orsa Ultra?

Semplice e facile come bere un bicchier d’acqua direbbe qualcuno. Cercavo dunque una gara che avesse un pò di km in più rispetto alle solite corse fin quel momento, ma allo stesso tempo la cercavo non lontano da casa. Di solito le Ultra vengono organizzate al sabato per dar modo ai concorrenti provenienti da lontano, di rientrare a casa con calma e di recuperare alla domenica dalle fatiche della gara, per poi rientrare a lavoro il lunedì seguente in una condizione accettabile. Fino allo scorso anno l’Orsa Ultra era una di queste gare. Io purtroppo il sabato lavoro, sempre. Dovrei prendermi un giorno di permesso ma lavorando nella GDO difficilmente viene concesso nel giorno con maggiore afflusso di clienti. Quest’anno invece sono stato molto fortunato. Quindi in sintesi la decisione è stata presa per:

  1. gara organizzata di domenica
  2. vicinanza da casa
  3. km di gara non troppo lontani dai miei soliti percorsi
  4. dislivello non eccessivo
  5. feedback positivi da chi l’aveva già corsa.

Giorno della gara: preparativi e sintesi di una giornata non proprio perfetta

Anche questa volta la sveglia suona molto presto, come accaduto per il Trail dei Brac ho dovuto svegliarmi quando ancora molta gente fa ritorno a casa da una serata in disco. Sveglia alle 3.30, un’ora e mezza di tempo per colazione, doccia, barba e poi alle 5 si parte direzione Brentino Belluno (VR). Colazione semplice consigliatami da un amico e che in parte ricalca quella fatta per l’ultima Soave Bolca che non mi ha dato nessun problema durante la gara: caffè con u n pò di latte, fette biscottate con marmellata, delle noci secche e una fetta di pane di segale con del prosciutto cotto. Tutto molto semplice che nel corso dei primi km non mi ha dato problemi di digestione, durante la gara poi ho mangiato qualcosa ai ristori che ho incontrato.

Arrivo sul luogo della partenza e mi dirigo al ritiro pettorali scoprendo di avere il numero 2 che, a differenza di altre gare dove viene concesso ai top runner, qui all’Orsa Ultra viene assegnato in ordine di iscrizione (casualità vuole che il mio amico Mario e compagno di viaggio durante la mia prima Ultra avesse il numero 1). Torno in auto e finisco di prepararmi. Sono pronto, è ora di dirigermi verso la start line e pregare di arrivare alla fine.

Mario mi promette di scortarmi per tutta la gara e di fare un’andatura che mi permetterà di arrivare fino alla fine, così gli sto dietro e non lo mollo nemmeno un secondo. Sono le 7.00 in punto e i ragazzi della Verona Trail Runners danno il via alle danze della Orsa Ultra. Come spesso accade si parte in salita, tutto molto docile e non patisco il leggero dislivello. Insieme a noi c’è un altro ragazzo della nostra società sportiva (Valdalpone De Megni) che dopo un pò ci stacca e lo perdiamo di vista (arriverà al traguardo 2 ore e mezza prima di noi).

Si continua a salire e non sento affatto a stanchezza, patisco invece il caldo e soprattutto l’umidità della bassa quota, nei giorni precedenti ha piovuto e così ha reso l’ambiente al limite della sopportazione. Continuiamo a salire ed incontriamo il primo ristoro. Beviamo molto e riempiamo le borracce di acqua fresca e sali minerali. Mangiamo un pò di frutta secca, del cioccolato, uno spicchio di limone e ripartiamo. Finalmente comincia a farsi sentire il fresco della montagna. Incrociamo parte del percorso del Trail della Speranza che si correrà il 22 luglio (purtroppo quest’anno sono in vacanza e forse non ci potrò essere) che Mario conosce bene perchè negli anni passati è stato colui che ha balisato proprio quel tratto. Si corre bene in questo momento, niente affanno, temperatura gradevole e fortunatamente niente pioggia, di fronte a noi nuvole cariche pronte a mandar giù un bel acquazzone. Saliamo ancora e dopo una piccola discesa sull’asfalto arriviamo al secondo ristoro dello Chalet Novezza (partenza del Trail della speranza). Qui ci fermiamo davvero molto, quattro chiacchiere con i volontari, qualche foto, qualche ripresa con la videocamera, una bella bevuta e riempita delle borracce e prima di partire sosta pit stop (WC).

Non ricordo perfettamente il km ma dovremmo essere all’incirca tra il 18° ed il 19°, da qui parte la lunga salita che ci porterà al Rifugio Telegrafo intorno al 23° Km. La salita è molto impegnativa, fa caldo e pian piano che saliamo si abbassa velocemente la temperatura. Tra una sosta per prendere fiato ed un’altra alzando gli occhi vedo scendere 2 atleti, inizialmente pensavo fosse qualcuno che aveva deciso di ritirarsi ma poi guardandolo bene mi accorgo che si tratta di Oliviero Bosatelli (vincitore di numerose gare tra cui nel 2016 del Tor Des Geants). Insieme ad un compagno partecipavano all’edizione zero dell’Orsa Raid (un’escursione trail non competitiva a squadre senza assistenza di ben 100 km e 8000 D+). Oliviero è stato molto gentile e si è fermato con me e Mario a farsi due foto, poi dopo qualche battuta è ripartito giù in picchiata per andare a concludere la sua non gara.

Oliviero Bosatelli e Runnerpercaso
Oliviero Bosatelli e Runnerpercaso al Trail dell’Orsa 2018

Siamo giunti finalmente al rifugio Telegrafo e da questo momento in poi fatta eccezione per una piccola salita, la strada verso la finish line è tutta in discesa. Ci troviamo a 2147 mt di altezza, qualche foto sulla cima per poi fermarci al ristoro e mangiare qualche fetta di formaggio, un pò di pane e qualche fetta di Speck. Con stupore veniamo informati che dopo di noi ci dovrebbero essere solo altri 10 concorrenti che se non arrivano entro le 13.15 (cancello orario), saranno squalificati dalla gara. Ripartiamo in direzione Rifugio Chierego dove al ristoro incontriamo un amico di Mario che per ristorarci come si deve ci offre una bella birra fresca. Purtroppo da questo momento in poi il mio compagno di viaggio non sarà più la stessa persona. In queste gare lunghe come l’Orsa Ultra bisogna fare molta attenzione a quello che si mangia e soprattutto a quello che si beve, basta poco per mandare a quel paese una intera gara.

Mario e il lento arrivo a fine gara

Purtroppo quella birra a Mario non ha fatto molto bene, sin da subito ha cominciato a dare problemi di gonfiore per poi attaccare lo stomaco con crampi e conati ti vomito. Da quel momento si è trascinato fino alla fine, fermandosi spesso per rifiatare con la speranza che il dolore allo stomaco potesse abbandonarlo. Oltre ad essere un compagno di società, Mario è anche un amico con cui ogni tanto quando capita ci ritroviamo insieme ad altri atleti per qualche trail autogestito. E’ stata la prima persona che mi ha insegnato percorsi nuovi sulla montagna di casa, il Carega, che ogni estate è campo di allenamento ed escursioni da solo o con altri amici. Non me la sono sentita di lasciarlo da solo e anche se mi è costato arrivare tra gli ultimi 4 atleti, gli sono rimasto accanto fino alla fine. Proprio alla fine, varcata la soglia della finish line, Mario è stato condotto in ambulanza dagli organizzatori per un controllo generale dove si è appurato un pò la sua stanchezza. Ci sono volute un paio di flebo per rimetterlo in sesto ma alla fine tutto è andato fortunatamente bene.

Gli ultimi 10 km (dal ristoro di Ferrara di Monte Baldo) la pioggia e qualche chicco di grandine ci hanno accompagnati fino alla fine. Fortunatamente nello zaino tra il materiale obbligatorio vi era la giacca in Gore-Tex per condizioni sfavorevoli in alta montagna che mi ha protetto fino al traguardo. E’ stata una bella gara, corsa con il sole e con la pioggia, con il caldo e con il freddo, dura ma non troppo, insomma come prima uscita su questa distanza l’Orsa Ultra è stata un miscuglio di emozioni e sensazioni da cui in parte devo ancora riprendermi, dall’altra parte però ho già effettuato l’iscrizione alla seconda 50 km: dopo l’edizione dello scorso anno (35 km) si ritorna alla strafexpedition per la gara lunga. E’ vero forse avrei potuto chiudere questa gara con qualche mezz’ora in meno, o forse come ha detto il mio amico Mario sono riuscito a chiuderla senza scoppiare perchè ci siamo preservati con un’andatura più lenta che mi ha permesso di arrivare alla fine senza fatica, chi lo sà. Quello che so di certo è che da questo momento in poi cercherò di allungare sempre di qualche km fino ad arrivare il prossimo anno ad una gara tra i 70 e i 100 km, ce la farò? In allegato foto e video di questa mia prima Orsa Ultra

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Runnerpercaso

Corro per scelta, lo faccio per passione. Impiegato nella GDO corro nel tempo libero a disposizione. Sposato con Elena, vivo insieme ai nostri amici a 4 zampe Mario e Lola. Sogno di partecipare a gare di endurance, mai dire mai.

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