Runnerpercaso finisher alla Durona Trail Special Edition

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Se al momento dell’iscrizione qualcuno mi avesse chiesto di firmare a favore del mio arrivo alla Durona Trail Special Edition, non lo avrei fatto.

In molti la descrivono come una gara dura, anche Francesco con cui spesso mi alleno era contrario alla versione integrale (62 km). Ma io sono testardo e avevo deciso di sbatterci il muso e vedere di persona quanto lo fosse.

L’iscrizione alla Durona Trail Special Edition

Avevo in mente di correre questa gara già dallo scorso anno ma i vari problemi al ginocchio ed al tallone per via dell’os Trigonum mi avevano fatto desistere. Poi invece quest’anno, dopo le infiltrazioni, ho preso fiducia. Ho puntato l’obiettivo e ho deciso di fare la cosa giusta: iscrivermi alla Durona Trail Special Edition.

Come al solito le mie scelte ruotano attorno sempre agli stessi fattori: distanza e possibilità di pernottamento a basso costo. Per fortuna la Durona Trail Special Edition è quasi una gara di casa, nel senso che fa parte del circuito Montefortiana Challenge organizzato dalla società a cui sono iscritto.

62 km e 3500 D+ corsi interamente tra le province di Vicenza e Verona, immersi nella natura delle Piccole Dolomiti Venete. Un percorso duro ma non troppo che alla fine ti lascia un ricordo indelebile negli occhi e nel cuore.

Durona Trail Special Edition – Prima della partenza

Se volete leggere il racconto della mia preparazione alla Durona Trail Special Edition seguite questo link.

La partenza è fissata molto presto. Alle 6:30 tutti in piazza per il fischio d’inizio (scusate il riferimento al calcio). Per questo motivo la sveglia ha suonato ancor più presto: alle 4:30 giù dalle brande. Mia moglie non è stata molto felice di essere svegliata nel pieno del sonno. Ma ho dovuto per non dormire fuori casa presso la palestra messa a disposizione dagli organizzatori. Ne ho un pessimo ricordo riguardo a un’altra gara.

Appena sveglio ho fatto una colazione abbondante e ricca per la gara più importante della stagione:

  • pane di segale e marmellata
  • frutta secca a volontà (noci e uva sultanina in primis)
  • Thè con miele
  • Acqua a volontà con l’aggiunta di Magnesio e Potassio (visto il meteo caldo dei giorni scorsi)

La giornata si prospettava molto calda per questo ho bevuto più del solito, e mi sono integrato anticipando il caldo con tanto Magnesio e tanto Potassio. Non l’avessi mai fatto (più tardi capirete perché).

Prendo l’auto e mi dirigo verso Chiampo (VI), sono solo 30 minuti di viaggio ma per non fare tardi al ritiro pettorale parto molto presto. Arrivo, ritiro e mi dirigo ai nastri di partenza: mancano 20 minuti. Sale l’attesa, sale l’ansia e la paura di non riuscire a portarla al termine, questa Durona Trail Special Edition comincia a farmi paura.

La gara

Sono in piazza a Chiampo, davanti a me il nastro di partenza e 62 km da affrontare con la paura di non riuscire a finirli. Si parte e dopo solo 1 km inizia la prima salita (dura). Mi sento bene e spingo. Guardo l’orologio e mi rendo conto di andare più veloce del previsto, rallento. I primi km che normalmente sono difficili per via delle partenze sempre in salita, oggi sembrano facili.

Alla fine dei primi 2 km siamo già a quota 370 D+ ed arriviamo all’antica Chiesetta del Castellaro di Nogarole. La salita non è finita, si continua a salire verso il Rifugio Montefaldo dov’è posizionato un ristoro idrico, siamo a 6,5 km e 660 D+.

Il prossimo ristoro è posizionato al km 13,3 dove arrivo con 30 minuti di anticipo rispetto al pianificato. Qui ad attendere gli atleti vi è un ristoro solido-idrico e siamo in prossimità del Passo S. Caterina, fin qui abbiamo accumulato all’incirca 1100 D+.

Altri 7 km e arriviamo al primo cancello orario e ci troviamo in Contrà Gèbbani di Marana (1350 D+). Siamo più o meno al km 20 ed ancora 2/3 di gara, e qui il primo problema.

Piccoli problemi intestinali crescono

Come accennato all’inizio del mio racconto per evitare crampi che potrebbero insorgere con il caldo, ho preventivamente iniziato ad assumere magnesio e potassio. Più magnesio per la verità. Non sapendo però che l’assunzione di troppo magnesio ha un effetto lassativo.

Oh no! Iniziano dunque i primi disturbi intestinali. Provo a cercare fette di limone che solitamente si trova ad ogni ristoro ma in questa Durona Trail Special Edition non ne trovo. Gli organizzatori hanno fatto trovare l’anguria, le arance ma il limone no. Devo assolutamente trovare un posto dove potermi appartare per espletare i miei bisogni altrimenti rischio di farmela sotto.

Passano i km ma non trovo niente di mio gradimento fino a quando spunta dal nulla qualcosa di mio interesse. Mi nascondo tra i cespugli e cerco qualche foglia per dopo. Fatto! Mi sento meglio ma è solo illusione. Dopo pochi km dalla ripartenza ho nuovamente problemi intestinali. Questa volta dovrò aspettare un bel po’ per trovare un posto adatto. Durante tutto il percorso ho dovuto fare una sosta molte volte rischiando la disidratazione. Credo di aver bevuto circa 9 o 10 borracce da 500ml di acqua e sali minerali.

Problemi con le scarpe e cambio abbigliamento

Gli organizzatori della Durona Trail Special Edition hanno permesso a chi lo avesse richiesto, di portare a metà gara (km 36 – Campofontana) un cambio abbigliamento, ed io ne ho approfittato. Era la prima volta che vedevo questo servizio in gara e ne ho voluto approfittare.

Sono partito con un paio di New Balance Hierro V3 che a metà della prima parte hanno cominciato a darmi problemi al piede dx per via di un alluce valgo in fase di sviluppo. Così sapendo che avrei potuto aver problemi, ho lasciato nello zaino di ricambio un paio di Asics Fujitrabuco 6 che ho utilizzato nella seconda metà di gara.

Nonostante però il cambio ”gomme” anche quest’ultime si sono rivelate non idonee per il tracciato della Durona. Purtroppo a disposizione potevo avere solo queste scarpe e così mi sono dovuto arrangiare. Scelta pessima in entrambi i casi perché le Asics mai come quel giorno, si sono rivelate dure in punta con conseguente dolore alle dita per tutta l’ultima parte di gara, all’incirca 20 km.

Intanto la gara continua

Si riparte da Contrà Gèbbani di Marana imboccando il sentiero CAI 202 che in soli 3 km e 650 D+, ci ha portati a quota 1560 mt di Cima Marana (km 22.8 di gara). Il percorso in questo tratto è su sentiero direzione Bocchetta Gabellele fino al Passo Scagina, dove su segnavia CAI 205 prima, 206 poi, si raggiunge Cima di Lobbia (1672 mt di quota e punto più alto del percorso).

Il percorso da questo punto diventa spettacolare e in alcuni tratti molto tecnico. Si corre in cresta su sentiero CAI 206 e attraversando Forcella Monte Porto si raggiunge Monte Telegrafo (siamo a 34 km di gara). Dopo tanta salita finalmente si inizia a scendere fino ad arrivare ai 1240 mt di Campofontana (siamo al km 36 e abbiamo alle spalle già 2720 D+ di gara).

Dopo il “cambio d’abito” posto al km 36 in corrispondenza del ristoro solido-idrico (dov’era posto anche il cambio staffetta per la gara Twin) si continua a scendere arrivando finalmente un pò al fresco del Bosco delle fate.

La fase finale

La parte più dura oramai è alle spalle, non ci sono più salite impegnative e – sulla carta – tutto dovrebbe essere più facile. E invece no!

Anche il secondo paio di scarpe inizia a fare i capricci ed inizio a sentire le dita di entrambi i piedi fare male. Arrivo in località Roncari di Bolca a circa 44 km di gara. Si continua su leggere salite e discese non molto impegnative, fino ad arrivare al ristoro solido idrico in località Mistrorighi.

Mancano più o meno 10 km alla fine di questa Durona Trail Special Edition e comincio a sentire l’emozione salire in gola. Comincio ad assaporare quella sensazione che si ha quando si oltrepassa il traguardo di una gara.

Finisher! Questa è l’unica parola che mi gira per la mente.

E’ tutta discesa e i piedi mi fanno male, molto male. Corro male, dovrei accelerare ma invece freno appoggiando con i talloni. Sono scoordinato ed ho paura di cadere. Sono ormai 7-8 km che altri atleti mi sorpassano, sono sofferente e non posso farci niente.

Vorrei accelerare ma non ce la faccio, il dolore alle dita è forte. Non vedo l’ora di arrivare e togliermi le scarpe per buttarle nel primo cestino che trovo in giro (non l’ho ancora fatto ma lo farò presto).

Mi affianco ad un paio di ragazzi che procedono con calma, ci superiamo e ri-superiamo a vicenda fino all’arrivo. E’ qui che con le ultime forze mi faccio coraggio e accelero, ma siamo oramai in piano e da non tanto lontano si sentono le voci dello speaker congratularsi con gli atleti che arrivano al traguardo.

Lo vedo, è davanti a me, il gonfiabile dell’arrivo si presenta davanti con tutta la sua grandezza. Ho in mano la mia amata GoPro Hero Black 7 con cui ho ripreso parte della gara e mi appresto a filmare il mio arrivo. Oramai è consuetudine arrivare con lei in mano, sarò ricordato come “l’atleta con la cam in mano”.

Finalmente ci sono, dopo 62 km 3520 D+ arrivo al traguardo. Dopo 11 ore 28 minuti e 49 secondi finalmente posso definirmi FINISHER!!!

Conclusioni

Sapevo di farcela, sapevo che sarei riuscito a portare a casa anche questa gara. Avevo programmato un tempo tra le 11 e le 12 ore di corsa e così è stato. Esattamente a metà tra le due. E’ stata una gara dura, difficile, impegnativa. Gli imprevisti accadono sempre e mai come questa volta mi hanno messo in difficoltà.

Vorrei ringraziare gli organizzatori per l’ottimo lavoro svolto, dai ristori alla balisatura del percorso che è stata impeccabile. A parte il limone che non c’era non posso dire nient’altro di negativo. L’accoglienza al mattino è stata famigliare. A disposizione docce e ristoro finale. Tutto quello che si può volere da una Ultra Trail qui alla Durona Trail Special Edition c’era.

Ora non resta che aspettare un altro anno per correrla un’altra volta e cercare di migliorare il tempo di quest’anno. Per adesso qualche giorno di riposo e poi si penserà alla seconda parte di stagione. Stay tuned…


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Runnerpercaso

Corro per scelta, lo faccio per passione, sono un runnerpercaso. Impiegato nella GDO corro nel tempo libero. Sposato con Elena, viviamo insieme ai nostri amici a 4 zampe Mario e Lola. Mi piace condividere la mia passione per la corsa perchè quando corro sono felice.

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