Sindrome Femoro Rotulea: come devo affrontarla

Sindrome Femoro Rotulea, ecco cosa è emerso dall’ultima visita presso l’ortopedico, tra l’altro medico consigliatomi da chi è nel mondo dell’atletica da anni – prima come atleta e poi come preparatore. In più il medico in questione è anch’egli uno sportivo e gli sportivi li conosce bene. La Sindrome Femoro Rotulea è una condizione di sofferenza dell’articolazione del ginocchio, in particolar modo nel legame tra femore e rotula. Questa condizione può essere scatenata da differenti motivi e può essere più o meno dolorosa. Tra le tante cause possiamo ritrovare un overuso dell’articolazione (sia in atleti che non atleti), l’eccessivo peso, un trauma o un intervento chirurgico, uno scompenso muscolare, l’allineamento non corretto della rotula (fuori asse) che può presentarsi spostata medialmente o lateralmente. In alcuni casi il dolore può essere associato allo sfregamento della superficie posteriore della rotula sui condili femorali, che porta a deterioramento del rivestimento cartilagineo. Questo accade principalmente in movimenti di iperflessione, che tradotto in un gesto comune potrebbe essere il semplice accovacciarsi per allacciarsi le scarpe o inginocchiarsi sul pavimento (testo originale qui)

Ma facciamo un salto indietro nel tempo. Come ho già detto nella mia presentazione ho iniziato a correre nell’estate del 2014, dopo un paio di stiramenti ad entrambi i gemelli mediali dal 2016 ho cominciato a soffrire (dapprima in maniera lieve e ultimamente sempre di più) di un dolore al ginocchio sx. Così nel corso degli ultimi due anni ho cominciato a vedere sempre più frequentemente: fisioterapisti, osteopati e addirittura chi praticava medicina olistica. Già da subito è emerso che avevo problemi di postura: bacino leggermente inclinato sul lato sinistro e il piede (sx) leggermente piatto. Ma da più lati mi fu detto ”niente di preoccupante”, continua pure ad allenarti, e quando ne avrai bisogno andremo a sfiammare la zona dolorante e con un po’ di esercizi per le gambe vedrai che tutto rientrerà in poco tempo. Testardo come un mulo non mi sono fermato alle prime ”diagnosi” ma ho voluto privatamente andare ad indagare. Il 20 settembre del 2016 ho eseguito una risonanza magnetica:

non alterazioni dell’intensità di segnale del midollo endo-spongioso dei capi ossei esaminati. Meniscosi di grado medio al corno posteriore del menisco mediale.** Regolare il menisco laterale. Conservate le cartilagini articolari femoro-tibiali. Regolari i legamenti crociati ed i collaterali. Nella norma i tendini rotuleo e quadricipitale. Rotula in asse. Conservata la cartilagine articolare fomoro-rotulea. Non significativo versamento articolare.

Visto il referto ”diciamo” positivo e visto che non vi erano rotture ho continuato ad allenarmi, quando ne avevo bisogno mi rivolgevo al fisioterapista per darmi una sistemata. Poi un giorno leggendo la rivista Spirito Trail noto un articolo di un fisioterapista-osteopata che mi ha ispirato molta fiducia. Contattato l’ho visto nell’ultimo anno diverse volte; mi ha insegnato a migliorare la postura durante la corsa, mi ha insegnato alcuni esercizi per la propriocettività del piedi ma con il tempo ho dovuto lasciar stare perchè era un po’ complicato (e costoso) andare a Bergamo per farmi visitare. Per carità ne ho tratto benefici visto che grazie a lui ho conosciuto anche un buon preparatore atletico che mi ha insegnato molto, ma lo stesso discorso di costi e distanza ha prevalso anche questa volta. Il tempo passa e tra giugno 2017 e febbraio 2018 ho partecipato a diverse competizioni agonistiche (qui il link). Nessun problema al ginocchio tranne in un’occasione: durante la Strafexpedition ad Asiago negli ultimi km (5 se non ricordo male) ho avuto dolori forti che mi hanno costretto ad alternare la corsa (poca) a molta camminata. Dopo quella gara nelle successive non ho avuto problemi fino a qualche settimana fa. I dolori sono cominciati ad emergere dopo la Giulietta & Romeo Half Marathon del 18 febbraio a Verona. Qualche allenamento dopo ho cominciato dopo soli 10 km ad accusare nuovamente dolore al ginocchio. Ho continuato a correre in altre occasioni e il dolore si è presentato sempre prima fino a quando non mi sono deciso a far visita all’ortopedico sopra citato. Ora, il dottore mi ha consigliato:

  1. Assunzione di Syalox 300 mg – integratore di acido ialuronico x 2 mesi (fatto);
  2. Potenziamento del vasto mediale (ho iniziato oggi);
  3. Cambio scarpa da corsa per una più protettiva, dalle Asics Cumulus alle Hoka Hoka One (fatto);
  4. Risonanza Magnetica (prenotata per sabato 31 marzo alle 10.20)

In più da buon testardo mi sono prenotato due visite baropodometriche per la valutazione in fase statica e dinamica della postura e dell’appoggio. Anche se ne ho già fatte un paio quest’ultime confermeranno, o alla luce dei nuovi dolori, capovolgeranno l’esito.

Potete immaginare il mio umore, fino a qualche giorno fa non sapevo nemmeno dell’esistenza di questa Sindrome Femoro Rotulea, ora invece ci devo convivere. Il mio medico di base al compimento dei miei 40 anni mi disse: ”Caro mio, dopo la quarantina c’è n’è una ogni mattina”. E non sbagliava. Ora in attesa dei nuovi test e della risonanza magnetica della prossima settimana mi dedicherò a qualche giorno di nuoto e al potenziamento del vasto mediale (e non solo). Non voglio fermarmi ma non voglio neanche peggiorare la situazione. Spero di ritornare presto a correre e migliorarmi, le prossime gare sono vicine. Stay tuned

 

** Solo oggi rileggendo il referto a distanza di oltre 2 anni noto che era stata segnalata una meniscosi ma nessuna traccia della Sindrome Femoro Rotulea, nelle prossime settimane ripeterò la risonanza e metterò a confronto i due esami.

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Runnerpercaso

Corro per scelta, lo faccio per passione. Impiegato nella GDO corro nel tempo libero a disposizione. Sposato con Elena con cui vivo insieme al nostro amico a 4 zampe Mario. Sogno di partecipare a gare di endurance. Il mio motto è ''Sogna in grande e osa fallire''

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