Roberto Zanda, quando la passione per lo sport diventa un dramma

Roberto Zanda (detto Massiccione per via della sua stazza fisica) è un Ultramaratoneta Cagliaritano di 60 anni. Lo scorso febbraio mentre disputava una delle gare di ultramaratona più dure al mondo è rimasto vittima di un incidente che ha costretto i medici all’amputazione di entrambi i piedi e si sta ancora valutando l’amputazione della mano destra. Ma veniamo ai fatti: la Yukon Artic Ultra (la gara a cui Zanda aveva preso parte di 480Km) è una gara a tappe che si svolge sui ghiacci ai confini con l’Alaska. La gara si svolge a temperature che oscillano mediamente intorno ai -50° e a renderla ancor più dura ci sono i venti siderali del grande Nord che soffiano quasi incessantemente. Se non è la gara più dura al mondo poco ci manca ma sicuramente è definita la più fredda. Zanda come tutti gli atleti che vi prendono parte doveva trainare una slitta per tutto il suo percorso dove all’interno vi era quel tanto che serviva per mangiare, riscaldarsi e dormire quel poco che serve per riprendersi dalla fatica e dalla stanchezza. Il tempo massimo per terminarla è di 8 giorni. Roberto Zanda era secondo quando ad un certo punto davanti a lui vede una luce, purtroppo per lui si trattava solo di un’allucinazione e Zanda cade  in un dirupo. A temperature vicine ai 50° sotto zero, l’ultramaratoneta cagliaritano è rimasto per 17 ore immerso completamente nella neve. “Mi sono reso conto che stavo morendo congelato” spiega: “Mi sono affidato agli affetti e alla fede e non ho mai smesso di lottare”. La sfortuna però non si è fermata qui: il GPS che ogni atleta ha con se era fermo da ore e nonostante ciò l’organizzazione non ha iniziato le ricerche. Molto probabilmente il seguito non sarebbe accaduto se gli organizzatori si fossero messi in moto repentinamente. Roberto Zanda, dopo essere stato ritrovato e ricoverato all’ospedale canadese di Whitehorse, è stato trasferito ad Aosta dove nella giornata di ieri Lunedi 12 Marzo gli sono stati amputati entrambi i piedi.Roberto Zanda all'ospedale di AostaL’amputazione ha avuto esito più che soddisfacente spiega all’Ansa Flavio Peinetti, primario del reparto di chirurgia vascolare dell’Ospedale Partini di Aosta, mentre per le mani si sta ancora valutando la soluzione migliore da intraprendere. L’amputazione è avvenuta ampiamente sotto il ginocchio che consentirà presto una rapida applicazione delle protesi biomeccaniche.

In molti si chiedono fin dove certi atleti sono disposti a spingersi per lasciare la loro firma, e a cosa si è disposti a rinunciare per farlo. Quello che è accaduto all’atleta Roberto Zanda poteva capitare a chiunque, gli atleti che prendono parte a gare del genere mettono già in preventivo la possibilità, anche se pur remota, che ci siano degli imprevisti durante il percorso. Zanda è uno tosto e ha già dichiarato che tornerà a correre con le nuove ”gomme” molto presto.

In bocca al lupo da tutto il mondo runner.

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Runnerpercaso

Corro per scelta, lo faccio per passione. Impiegato nella GDO corro nel tempo libero a disposizione. Sposato con Elena con cui vivo insieme al nostro amico a 4 zampe Mario. Sogno di partecipare a gare di endurance. Il mio motto è ''Sogna in grande e osa fallire''

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