
Quanti di voi si sono chiesti se è meglio correre con le cuffie o senza? Magari qualcuno ha trovato una risposta, ma chissà quanti l’hanno seguita. Prima di diventare runner, ho lavorato come DJ, tecnico del suono per radio e villaggi turistici, quindi per me la musica e le cuffie non sono mai state un problema. Il vero dubbio è nato quando ho iniziato a correre con le cuffie.
Quando ho iniziato a correre, insieme all’acquisto delle mie prime scarpe da running, ho comprato anche un paio di cuffie auricolari e un lettore MP3 per ascoltare la musica durante gli allenamenti. Sapevo che non sarebbe stata la scelta definitiva, ma non immaginavo che sarebbe stato così difficile trovare le cuffie giuste.
Quali cuffie acquistare?
Le prime cuffie che ho provato erano quelle economiche, che si trovano in qualsiasi negozio di elettronica. Non ricordo la marca, ma nel tempo ho testato tante cuffie: dalle Sony alle Panasonic, dalle JBL alle Akg, fino alle Pioneer. Tutte avevano lo stesso problema: non stavano mai ferme. Non erano difettose, ma non si adattavano bene al mio orecchio. Qualunque tipo di cuffia, con o senza cavo, dopo pochi minuti di corsa con il sudore, tendeva a cadere. Ogni 2-3 minuti mi fermavo per rimetterle in posizione, un’interruzione fastidiosa e che mi faceva perdere energie.
Così ho deciso di passare alle cuffie tradizionali, quelle ad archetto, che usavo da DJ. Da lì, ho cominciato a cercare cuffie non solo per la qualità del suono, ma anche per la leggerezza e il comfort. In inverno, sono utili per tenere le orecchie al caldo, ma d’estate la necessità è avere cuffie piccole e leggere, magari non come quelle che vediamo in certe foto (tipo quelle di Ben Stiller mentre corre sulla spiaggia).

Dopo aver speso altre decine di euro, finalmente ho trovato quelle giuste: delle Panasonic che costano meno di 50 euro. Erano leggere, suonavano benissimo e mi hanno davvero sorpreso.
Con le cuffie giuste, gli allenamenti sono diventati più divertenti. Nei momenti di difficoltà, bastava ascoltare un brano degli AC/DC da “Back in Black” per ritrovare la carica. Con il tempo, miglioravo: correvo più veloce e aumentavo le distanze, la musica era diventata la mia droga. Il ritmo delle canzoni influenzava il mio passo: più veloce era la musica, più correvo veloce. Se il ritmo era lento, rallentavo anche io, come un fartlek a ritmo di musica.
Sicurezza e corsa con le cuffie
Sapevo che correre con le cuffie richiede molta attenzione, soprattutto in strada. Così ho preso alcune precauzioni: correvo sul marciapiede in senso contrario rispetto al traffico per vedere le auto in arrivo e deviarle in caso di necessità, oppure indossavo abbigliamento riflettente quando faceva buio, oppure sceglievo percorsi lontani dal traffico. Pensavo di aver trovato la soluzione, ma presto mi sono reso conto che qualcosa non andava.
Un giorno, ho deciso di correre lungo l’argine di un fiume vicino a casa, ma d’estate era pieno di moscerini. Ogni volta che tornavo a casa, avevo mangiato involontariamente più di quanto avessi pianificato. L’idea fu scartata subito. Poi, ho iniziato a correre in collina e in montagna, dove fino a quel momento avevo fatto solo trekking.
Ma con le cuffie e la musica, mi perdevo tutta la bellezza dei luoghi. Lo scoprii per caso quando dimenticai di ricaricare il lettore e, come per magia, si spense durante una corsa sulle colline di Soave (VR).
Fu una delle cose migliori che mi potesse capitare. Misi via cuffie e lettore nello zaino e ripresi a correre, subito notando la differenza. Sentivo il mio respiro, il silenzio interrotto solo dai miei passi e dai rami calpestati. Ogni tanto incrociavo altri corridori, con cui scambiavo il saluto. È stata un’esperienza completamente diversa.
Le cuffie a conduzione ossea: un’alternativa interessante
Negli ultimi anni, le cuffie a conduzione ossea sono diventate una scelta popolare per i runner che vogliono ascoltare musica senza rinunciare alla sicurezza. Queste cuffie non vanno inserite nelle orecchie, ma si posizionano sulle ossa temporali, trasmettendo il suono attraverso le vibrazioni. Questo significa che i padiglioni auricolari rimangono liberi, permettendo di ascoltare i suoni dell’ambiente circostante, come il traffico o altri rumori di avvertimento, senza compromettere l’esperienza musicale.
Vantaggi delle cuffie a conduzione ossea
- Sicurezza: Poiché le cuffie non coprono le orecchie, permettono di sentire meglio i suoni circostanti, aumentando la consapevolezza durante la corsa, soprattutto in strada o in ambienti affollati.
- Comfort: Non entrando nell’orecchio, evitano il fastidio che molte persone provano con le cuffie tradizionali, che possono risultare dolorose o scivolare via durante l’attività fisica.
- Idoneità per chi ha problemi uditivi: Sono un’opzione ideale per chi ha problemi di udito, poiché non danneggiano il timpano e possono essere più comode rispetto alle cuffie tradizionali.
Svantaggi delle cuffie a conduzione ossea
- Qualità del suono: Sebbene le cuffie a conduzione ossea abbiano migliorato notevolmente la qualità audio negli ultimi anni, non possono ancora competere con le cuffie tradizionali in termini di bassi e definizione del suono. La musica può risultare più distorta, soprattutto in ambienti rumorosi.
- Comfort limitato per allenamenti intensi: Durante allenamenti particolarmente intensi, alcune persone potrebbero trovarle meno stabili rispetto alle cuffie tradizionali, in particolare se la testa è molto in movimento.
- Durata della batteria: La batteria delle cuffie a conduzione ossea potrebbe non durare quanto quella di altri modelli, il che può essere un problema durante corse lunghe o allenamenti prolungati.
Le cuffie a conduzione ossea offrono un ottimo compromesso per chi cerca sicurezza e comfort durante la corsa, ma la qualità audio potrebbe non soddisfare tutti, soprattutto chi ama immergersi completamente nella musica.
Si o no?
Da quel giorno, non ho mai più indossato le cuffie durante gli allenamenti. Mi piace ascoltare il mio respiro, i miei passi, il silenzio della natura: le campane delle mucche al pascolo, gli uccelli che mi sorvolano, il rumore dei ruscelli. Non importa se corro al mare, in montagna o in collina: a volte mi piace anche ascoltare il traffico in città.
Alcuni sostengono che correre con le cuffie riduca l’attenzione, mettendo a rischio la propria sicurezza. Non mancano gli incidenti, anche gravi, che coinvolgono corridori, amatoriali e professionisti. A meno che non si corra in pista, dove il rischio di essere investiti è quasi nullo, usare le cuffie durante l’allenamento può essere pericoloso.
Le gare, invece, sono un caso diverso. In un evento con percorso chiuso al traffico, come il Tor Des Geants, qualcuno ascolta addirittura ebook o discorsi politici per rimanere sveglio durante le lunghe ore notturne. Non è il mio caso, però. Anche di notte, nelle poche uscite che faccio, preferisco ascoltare il silenzio, perché ogni piccolo rumore potrebbe nascondere un pericolo.
La musica nelle gare: vantaggi o svantaggi?
Nel 2007, la Federazione Americana di Atletica ha bandito l’uso di dispositivi musicali nelle gare ufficiali. Inizialmente, la decisione ha suscitato molte polemiche. La federazione ha poi spiegato che la musica potrebbe offrire un “vantaggio agonistico” e che c’era una sorta di “doping musicale”. Sebbene non sia la mia scelta, riconosco che per alcuni corridori la musica offre una spinta in più. Che corriate con o senza cuffie, che vi troviate in strada o in montagna, l’importante è che la corsa rimanga un viaggio. Per me, intanto, è diventata una corsa in silenzio.























