
Con lo stile di vita moderno è molto frequente assumere una postura scorretta che influisce sul benessere del nostro corpo, per questo motivo diversi possono essere i sintomi dovuti a dei vizi del portamento, come:
- mal di schiena,
- dolori al collo e alle spalle,
- mal di testa,
- problemi di respirazione,
- rigidità e atrofia muscolare,
- problemi digestivi,
- vene varicose e compressioni dei nervi.
Ovviamente, tutti questi disturbi creano maggiori disagi a chi svolge una regolare attività fisica come i runners.
Per arginare questi problemi occorre prima di tutto ricordare che ogni appassionato di corsa ha una corporatura diversa con differente muscolatura, lunghezza degli arti, articolazioni, elasticità., quindi non vale un’unica soluzione per tutti.
Uno dei possibili rimedi è l’uso del plantare. Questo è un dispositivo che si inserisce all’interno delle scarpe e corregge il portamento di chi lo indossa. Per capire se questo strumento sia adatto a voi e possa effettivamente migliorare la vostra postura è essenziale sentire il parere di un fisioterapista.
In linea generale, l’uso dei plantari è necessario per quei runner che hanno difetti posturali dovuti al modo in cui appoggiano il piede. Diverso è il caso delle solette antishock utili per ammortizzare l’impatto tra la pianta del piede e il terreno durante la corsa, per proteggere le articolazioni e evitare ulteriori problemi.
- Come orientarsi nel mondo dei plantari
- Tipologie di plantare
- Caratteristiche necessarie
Come orientarsi nel mondo dei plantari
Come detto in precedenza, i plantari sono degli strumenti che variano l’assetto posturale di chi li indossa. Sono deputati a correggere sia la posizione in cui si poggia il piede, sia l’assetto globale del corpo. Purtroppo non sono in grado di risolvere tutte le problematiche dovute alla posizione assunta dal corpo, infatti, vi sono difetti posturali dovuti proprio all’aderenza della pianta del piede con il terreno, chiamati ascendenti, molto diffusi tra i corridori. Esistono, poi, i difetti posturali discendenti causati dalla masticazione o dalla vista che – come si può intuire – non possono essere corretti con dei plantari.
La diagnosi e la cura deve essere evidenziata da degli specialisti per non rischiare di curare una cosa e danneggiarne un’altra.
Tipologie di plantari
Dopo avere effettuato una visita presso un esperto, questo, vi consiglierà la tipologia di plantare opportuna al vostro caso. Infatti per ogni problematica esiste una forma diversa, vediamone alcune:
- Classico:
di altezza variabile – anteriormente o posteriormente a seconda del difetto da
correggere -, consistenza semirigida e lunghezza uguale a quella del piede.
Abituarsi a portarli può essere fastidioso, possono portare dolori, comparsa di
calli e vescichette. Questi disagi durano per un tempo limitato, quello necessario
all’adattamento. Se non dovessero passare è consigliabile rivolgersi allo
specialista. - Propriocettivo:
al contrario di quelli appena descritti, questo tipo di plantare suggerisce la
giusta posizione al piede. Saranno dunque i muscoli a modificare il loro lavoro
perché stimolati diversamente. Sono molto più sottili rispetto ai classici e si
applicano con maggiore facilità.
Caratteristiche necessarie
Vi sono dei dettagli a cui prestare attenzione nella scelta dei plantari. Essi dovrebbero:
- Essere realizzati dopo una prova statica e una prova dinamica
- Essere realizzati con tecnologia computerizzata
- Essere revisionati periodicamente
- Essere realizzati con materiale durevole, lavabile e non dovrebbero pesare più di 45
grammi ciascuno.
Se queste caratteristiche non venissero rispettate, il plantare potrebbe non svolgere correttamente il suo lavoro.
























