
Ecco cosa è un colpo di calore e come difendersi da esso durante l’allenamento
Il colpo di calore è un’emergenza medica e rappresenta una situazione davvero pericolosa per gli atleti. Normalmente, i malesseri dovuti al caldo, si manifestano quando i meccanismi di termoregolazione non sono più capaci di compensare l’aumento della temperatura corporea, causato dall’ambiente e dall’attività fisica.
Ecco cosa comporta un colpo di calore
Quest’emergenza può essere di diverso tipo. A seconda della gravità si va dal crampo, all’esaurimento di calore, sino al colpo di calore. Con quest’ultimo, la temperature corporea può andare anche oltre i 40 gradi, aumentano le frequenze cardiache e respiratorie, si abbassa la pressione sanguigna, e si riduce anche la sudorazione. Possono manifestarsi anche importanti disturbi neurologici, come confusione, convulsioni, perdita di coscienza e, nei casi più gravi, coma.
Le condizioni più a rischio
Il clima caldo e umido rappresenta la situazione ambientale più pericolosa. L’elevata umidità non permette al sudore di evaporare, perché l’ambiente è saturo di vapore acqueo, e così l’atleta si disidrata senza poter disperdere il calore. Le gare più lunghe sono quelle che possono apportare i maggiori rischi, ma anche le gare dai 5 ai 10 km, perché vengono corse ad un ritmo al chilometro molto veloce, con conseguente grande produzione di calore.
Il fattore del clima
Contrariamente a quanto si crede, gli incidenti maggiori si verificano durante la primavera o l’autunno e non in estate, perché gli atleti non hanno ancora raggiunto l’adattamento necessario per correre sicuri in condizioni di grande caldo e/o umidità. Le improvvise variazioni climatiche stagionali sono molto rischiose perché in un weekend le temperature possono alzarsi all’improvviso anche di 10 gradi, e l’adattamento al caldo e umido richiede almeno un tempo di 10 giorni.
Come soccorrere un soggetto che ne è stato colpito
La prima cosa da fare è misurare la temperatura corporea, attraverso il termometro rettale. Valori superiori ai 40 gradi devono essere trattati subito per evitare l’aggravarsi della situazione. Il paziente deve essere portato in un ambiente fresco e ventilato, sdraiato su un lettino e con gli arti inferiori sollevati. Devono essere rimossi gli abiti e abbassata la temperatura corporea, utilizzando asciugamani imbevuti di acqua ghiacciata o direttamente del ghiaccio sotto le ascelle, all’inguine e al collo. La temperatura deve essere misurata ogni 15 minuti sino a che non sia scesa sotto i 38 gradi. Il ghiaccio rappresenta un alleato prezioso per molti problemi: ecco come e quando utilizzare il ghiaccio.
L’iponatremia
A volte capita di scambiare questa situazione con l’iponatremia, dato che i quadri clinici sono molto simili. L’iponatremia è riconoscibile perché la temperatura rettale si mantiene nella norma. Se l’atleta manifesta disturbi neurologici occorre controllare subito la concentrazione del sodio nel sangue. Non sono rari i casi di iponatremia, ovvero i bassi valori di sodio nel sangue, dovuti ad un’idratazione eccessiva con sola acqua, errore che abitualmente compiono i runner meno esperti e che non reintegrano anche con i giusti sali minerali. Anche l’iponatremia è un problema altrettanto grave.
Consigli per evitare colpi di calore e non solo
Segui questi consigli non solo per evitare quest’emergenza ma anche per il benessere generale: idratati bene prima del via; nella settimana precedente la gara bevi durante il giorno almeno 2.5 litri di liquidi; ai ristori non bere solo acqua, ma anche reintegratori idrosalini, così da evitare l’iponatremia; ricordati che l’assorbimento intestinale dell’acqua è accelerato dal sodio e dal glucosio nella bevanda; potresti controllare il tuo peso prima e dopo l’allenamento per rilevare il tuo stato di idratazione. Qui puoi leggere un importate guida riguardo la corsa e l’idratazione, la base del benessere di ogni runner.




















