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Piede cavo nella corsa: ecco cosa sapere

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Avere il piede cavo significa avere un arco plantare del piede troppo accentuato: ciò può influire negativamente sull’appoggio

Piede cavo: un vero e proprio problema per i runner! Questo perché, a causa di ciò, non solo può esserne compromessa la corsa avendo di conseguenza un appoggio non adeguato, ma può anche predisporre a diversi infortuni. Vedremo ora le cause e qualche consiglio per gestirlo quando si corre.

Piede cavo in sintesi

L’arco longitudinale del piede è costituito da 5 ossa, tra cui lo scafoide, il quale si trova al centro della volta, a circa 15-18 millimetri dal suolo. Quando si ha il piede cavo, tale osso è posto invece più in alto. Ciò comporta un piede “rigido” e una serie di problemi riguardo l’ammortizzazione, l’appoggio e la distribuzione del carico. Ne consegue una predisposizione più alta agli infortuni e, a volte, una riduzione della mobilità degli arti. C’è anche da dire che, a lungo andare, i runner con piede cavo possono essere più soggetti all’artrosi di alcune importanti articolazioni, come quella astragalo-scafoidea.

Gli infortuni più comuni del piede cavo

Gli infortuni più diffusi per chi ha questa tipologia di piede sono: la tendinopatia dell’achiello, la borsite pre e retro achillea, la fascite plantare, la reazione e frattura da stress da calcagno, la distorsione della caviglia e la metatarsalgia e sesamoidite. Il primo infortunio porta ad un possibile sviluppo della tendinite; il secondo riguarda processi infiammatori a carico delle due borse che si trovano davanti e dietro il tendine d’Achille; la fascite plantare è un’infiammazione della fascia fibrosa; la reazione e frattura da stress del calcagno sono infortuni frequenti che richiedono una risonanza magnetica; la distorsione della caviglia è un infortunio che riguarda comunemente un po’ tutti i runner, ma specialmente chi ha il piede cavo; la metatarsalgia e sesamoidi riguarda il forte impatto sui metatarsi e sui sesamoidi, il che può provocare dolore all’avampiede, proprio a causa dell’eccessivo carico.

Consigli generali di prevenzione

Occorre un’adeguata prevenzione, che comprende piccole attenzioni immancabili nelle normali attività quotidiane. Se si ha il piede cavo, è bene evitare di camminare scalzi: a casa è meglio utilizzare delle ciabatte o degli zoccoli, con almeno 1 centimetro di drop, ovvero la differenza in altezza della suola tra parte posteriore e anteriore. Le sneakers con la suola piatta o le infradito non andrebbero utilizzate quotidianamente.

Consigli per i runner con i piedi cavi

I runner con il piede cavo dovrebbero cambiare le scarpe da corsa ogni 4/6 mesi se non anche prima, in caso di stato di usura della suola e dell’intersuola. Se si corre lentamente è bene evitare i modelli con piastra in carbonio e preferire invece delle calzature che si adattano al peso e all’andatura del soggetto, con una buona ammortizzazione, caratteristica tipica delle scarpe appartenenti alla categoria delle marche migliori. È importante anche effettuare regolarmente il massaggio e l’automassaggio della pianta del piede, perché in questo modo si distenderà e si rilasserà la fascia plantare e la muscolatura del piede. Giornalmente, deve essere eseguito lo stretching della fascia plantare e dei muscoli tricipite surale e soleo. Qui puoi trovare consigli utili per curare la pianta del piede.

Utilizzo di solette e plantari

Le solette ed i plantari rappresentano un’ottima soluzione in questo caso, perché sono in grado di ridurre il sovraccarico che si crea durante l’appoggio. È meglio optare per plantari che garantiscono un comfort ottimale, realizzati con materiali caratterizzati da flessibilità e plasticità. Se si hanno piedi cavi con volta plantare meno accentuata, sono maggiormente consigliati le solette antishock, da aggiungere nelle scarpe quotidiane dove non entra il plantare. E a proposito di plantari: ecco quali plantari scegliere per correre.