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Strappo muscolare: le terapie utili per curarlo

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Lo strappo muscolare è una lesione riguardante i muscoli: può avere diversi gradi di gravità e di conseguenza di riabilitazione

Spesso si confonde lo strappo muscolare con la contrattura: la prima, è una lesione delle fibre componenti il muscolo coinvolto. Può avere diversi livelli di gravità proprio in base a questo fattore. A prescindere dalla gravità si devono seguire dei consigli medici opportuni, atti a minimizzare i danni. Ecco alcuni consigli da parte della Fisioterapista Valentina Liquori.

Le tipologie di strappo muscolare

Lo strappo muscolare può essere di tre tipi: di primo, secondo o terzo grado. La cura e la ripresa cambiano in base alla tipologia. Nel primo caso occorreranno una decina di giorni di riposo, nel secondo caso un mese e nel terzo può servire anche un intervento chirurgico e un riposo che va dai 3 ai 6 mesi. Dopo l’attività fisica si possono avvertire dei dolori muscolari, chiamati DOMS: ecco di cosa si tratta e cosa fare a riguardo.

Il protocollo R.I.C.E.

In una prima fase si può avere un dolore acuto con travaso ematico ed edema: qui occorrerà seguire il protocollo R.I.C.E. che comprende un recupero con riposo e ghiaccio. Quest’ultimo è da tenere più volte durante l’arco della giornata e per un tempo di almeno 15 minuti. Poi ci vuole la compressione, fasciando l’edema con una benda elastica. Tutti questi step sono fondamentali per ottenere un risultato migliore riguardo la guarigione. Ovviamente serve prima una valutazione medica, con eventuale ecografia da eseguire successivamente, perché in caso di edema non si potrà vedere più di tanto il problema.

L’importanza della fisioterapia

Dal terzo giorno il nostro corpo comincerà a formare una cicatrice proprio dove c’è stata la lesione, formata prima da fibrina per diventare poi tessuto connettivo, molto più simile a quello del muscolo. Dopo una quindicina di giorni si può partire con la fisioterapia, se consigliata dal medico. Questa comprenderà un lavoro di allungamento del muscolo ed alcuni esercizi specifici. Occorre precisare che è necessario rispettare le tempistiche del nostro corpo: lavorare in fretta non aiuta, anzi, può aggravare la situazione. Il muscolo si deve riabituare gradualmente alla sua attività. Una tecnica che agisce sui muscoli per rilassarli è il massaggio: qui puoi leggere alcuni suoi benefici.

La Tecar terapia

Una terapia utile è la Tecar terapia ma va eseguita dopo le 48 ore, perché dato che accelera i processi riabilitativi, in vista del trauma può aggravare la situazione. Invece dalle 48 ore in poi è coadiuvante, a patto di rispettare comunque i tempi del corpo. La fisioterapista Liquori ha affermato che, a tal proposito, sono importanti gli esercizi propriocettivi, utili a riabituare il nostro organismo a dei movimenti specifici. Tagliare i tempi può comportare una ricaduta: un muscolo già lesionato da uno strappo malcurato ed un veloce ritorno all’attività può provocare dolore acuto. Consiglia di andarci cauti, perché le conseguenze possono rappresentare un passaggio da uno strappo di primo grado ad uno di terzo grado.

Come curare lo strappo muscolare?

La giusta cura verrà consigliata dal medico, la quale consiste prevalentemente in una terapia farmacologica. Tuttavia sono importanti anche gli ultrasuoni ed altri rimedi come la laserterapia, terapie che facilitano i processi riparativi, attenuando il dolore. Ma è necessario non eseguirli da soli: devono essere prescritte da un fisiatra o da un ortopedico.

Il tapemuscolare

Il tapemuscolare può aiutare a ridurre l’edema ed il controllo del dolore, ma è utile anche successivamente, in caso di ripresa sportiva, perché protegge e controlla il muscolo coinvolto. Se si dovesse intervenire per la ricostruzione del ventre muscolare si formerà una cicatrice: qui è importantissimo lavorarci per evitare la creazione di aderenze, le quali sarebbero un ostacolo al corretto lavoro dei tessuti circostanti.