Tendinite al tendine d’Achille: la sfortuna mi perseguita

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tendinite tendine d'Achille

Era il 12 ottobre 2018 – poco più di un anno fa –  quando vi parlavo per la prima volta del mio problema di tendinite al tendine d’Achille. Sembravo aver risolto del tutto ma mi sbagliavo. Le infiammazioni vanno e vengono, specialmente per chi come me runner continua a sollecitare sempre la stessa parte infiammata.

Tendinite al tendine d’Achille: le cause

Prima di parlarvi del mio problema, vediamo insieme quali possono essere le cause che provocano la tendinite al tendine d’Achille:

  • allenamento senza riscaldamento
  • repentino aumento della distanza senza il dovuto allenamento
  • attività sportiva come la pallavolo, il basket o la corsa che richiedono salti e repentini cambi di direzione
  • problemi posturali
  • piede piatto
  • lesioni pregresse come stiramenti o rotture
  • polpaccio poco elastico
  • scarpe non adatte al tipo di corsa o molto consumate
  • piedi piatti
  • Os trigonum (questo è il mio caso)

Altri fattori che possono incidere sulle cause sono:

  • sovrappeso
  • alcuni tipi di malattie come il diabete
  • utilizzo prolungato di alcuni antibiotici che provocano lesioni ai tendini

Quali sono i sintomi più frequenti della tendinite al tendine d’Achille?

Se avete un’infiammazione al tendine d’Achille sicuramente ve ne sarete accorti per via del dolore che pervade nella zona compresa tra il muscolo Soleo e il tallone. Il dolore può essere lieve e quindi vi permette di camminare e svolgere le normali azioni giornaliere, oppure un dolore più forte, a volte molto forte.

Nel caso in cui il dolore sia forte ma riuscite a camminare il mio consiglio è quello di non rimanere a lungo tempo in piedi e di alternare il lavoro a minuti di riposo ove possibile, questo per non affaticare e continuare ad infiammare la zona del tendine. Nel caso invece il dolore sia molto forte allora c’è bisogno di più riposo ed un periodo più lungo di recupero.

Se al mattino al vostro risveglio sentite molto più dolore del solito quando scendete dal letto, è tutto normale. Normalmente dopo qualche minuto il dolore – con l’aumentare dell’afflusso di sangue – diminuisce. 

Parlando del mio caso invece è una lieve infiammazione, quella che ti permette di camminare e lavorare ma non di correre. Il problema non è legato a scarpe consumate, un cattivo allenamento o ad un aumento repentino dei km settimanali. Il problema è legato all’os trigonum descritto un anno fa che mi devo portare dietro per il resto della vita.

Si potrebbe operare ma più di un ortopedico me lo ha sconsigliato. Dicono che è una zona difficile e che se andasse storto qualcosa c’è il rischio che non possa più camminare bene, figuriamoci correre. Sinceramente sono un po scettico, per questo appena posso andrò a sentire il parere di un terzo medico, non si sa mai dica il contrario.

Come diagnosticare una tendinite al tendine d’Achille?

Il primo passo per capire se si tratta di una tendinite o di una semplice infiammazione è vedere se il dolore passa con qualche giorno di riposo. Nel caso ci vogliano più giorni, dovremmo prendere in considerazione l’idea di recarci dal medico di base che, dopo una prima visita visiva, potrebbe indicarci le varie soluzioni.

Sicuramente per avere una risposta ottimale e certa, un buon medico potrebbe farci eseguire uno dei seguenti esami diagnostici:

  • Risonanza magnetica: tecnica di generazione di immagini usata prevalentemente a scopi diagnostici in campo medico, basata sul principio fisico della risonanza magnetica nucleare. L’aggettivo “nucleare” si riferisce al fatto che il segnale di densità in RM è dato dal nucleo atomico dell’elemento esaminato, mentre, nelle più diffuse tecniche di imaging radiologico, la densità radiografica è determinata dalle caratteristiche degli orbitali elettronici degli atomi colpiti dai raggi X. (fonte Wikipedia)
  • Ecografia: L’ecografia o ecotomografia è un sistema di indagine diagnostica medica che non utilizza radiazioni ionizzanti, ma ultrasuoni e si basa sul principio dell’emissione di eco e della trasmissione delle onde ultrasonore. Tale metodica viene considerata come esame di base o di filtro rispetto a tecniche di Imaging più complesse come CT, imaging a risonanza magnetica, angiografia. L’ecografia è, in ogni caso, una procedura operatore-dipendente, poiché vengono richieste particolari doti di manualità e spirito di osservazione, oltre a cultura dell’immagine ed esperienza clinica. (fonte Wikipedia)
  • Radiografia: La radiografia, o esame radiologico, è un’indagine che utilizza le proprietà di un particolare tipo di radiazioni ionizzanti, i raggi X, di impressionare una pellicola (lastra) per ottenere immagini del corpo umano che possono riguardare sia le ossa, sia i tessuti molli. I raggi X attraversano i tessuti in quantità diversa a seconda della loro densità e della composizione: le ossa, ad esempio, vengono attraversate meno facilmente rispetto ai tessuti molli, come le fibre muscolari. (fonte Issalute.it)

Quali sono i comuni rimedi alla tendinite del tendine d’Achille?

Quelli qui elencati sono solo alcuni dei rimedi che – sempre sotto consiglio medico – potete seguire a casa vostra fai da te. Naturalmente tutto dipende dall’entità del “danno” che i vostri tendini hanno subito. Innanzitutto eseguire prontamente il protocollo R.I.C.E.  (Rest = Riposo, Ice = Ghiaccio, Compression = compressione, Elevation = Elevazione) che è un ottimo modo per arginare la reazione infiammatoria in caso di infortunio ed evitare che essa prenda il sopravvento (fonte my-personaltrainer.it). Poi (non in ordine) potremmo eventualmente risolvere con:

  • Ghiaccio: effettuate degli impacchi di ghiaccio e tenetelo sulla zona infiammata per 10/15 minuti, fate una pausa di 10 minuti e poi ripetete per un paio di volte. Ripetete più volte al giorno.
  • Farmaci antinfiammatori (FANS): Per sfiammare velocemente il tendine potreste aver bisogno di assumere dei farmaci antinfiammatori a base di ibuprofene, ketoprofene o di diclofenac. Nel mio caso mi danno sempre un ottimo aiuto a velocizzare i tempi di recupero. Ma fate attenzione però, l’uso prolungato di farmaci antinfiammatori possono causare problemi di stomaco, gastrite, bruciore o sanguinamento nei casi più gravi. Sentite sempre il parere del vostro medico di base.
  • Stretching: Il web è pieno di tutorial sugli esercizi di stretching da seguire a casa. Inoltre eseguire giornalmente esercizi di stretching, aiuta muscoli e tendini a recuperare da un infortunio e prevenirne la ricaduta.
  • Sport alternativi: Se non volete perdere il vostro tono muscolare e volete mantenervi allenati, allora dovete optare per sport paralleli alla corsa ( o tutti quegli sport che tendono a sollecitare il tallone ed il tendine). Sicuramente tra i più quotati sono il nuoto (sia d’estate che d’inverno) e la bici (d’estate all’aria aperta e d’inverno in palestra).

La mia tendinite

Vi ho descritto (spero al meglio delle mie conoscenze e capacità) cos’è, come si cura e come si diagnostica una tendinite al tendine d’Achille. Io ho fatto tutto ciò che vi ho descritto sopra ed al momento sono a riposo da attività sportiva come la corsa e sto seguendo una terapia a base di antinfiammatori (FANS) per via orale, e pomata a base di Arnica per via cutanea. 

Mi trovo (al momento della stesura di questa pagina) alla quinta settimana di stop consecutiva solo ed esclusivamente perché non ho iniziato la terapia ai primi dolori. Pensavo che fosse un dolore dovuto al sovraccarico da km ed invece anche in questa occasione si è dimostrata essere una vera e propria Tendinite.

Il mio stop è dovuto a quanto pare sempre allo stesso motivo, e cioè la presenza di un osso accessorio di nome os trigonum proprio sul calcagno sx. Questo osso (presente solo in una piccola percentuale di persone, per lo più atleti) mi crea problemi motori alla caviglia e ai tendini che, sollecitati come nella corsa, a lungo andare si infiammano facendomi fermare per i forti dolori.

Quale rimedio alla mia tendinite?

La sfortuna vuole che il mio os trigonum sia bilaterale, per questo maggiore è la probabilità di infiammazione al tendine d’Achille. Solo un piccolo intervento chirurgico tramite asportazione artroscopica potrebbe risolvere il problema. Il vero problema è però trovare un ortopedico (meglio se in zona) esperto in caviglia e piede, che abbia esperienza con questo tipo di intervento.

Mi è stato riferito dal primo ortopedico che ho visitato, che questo intervento, se operato male, potrebbe portare a esiti negativi come difficoltà ad appoggiare il tallone e quindi avere una andatura zoppicante. Ne vale la pena farsi operare dal primo che passa? Vedremo.

Il mio consiglio comunque è sempre lo stesso:

fermatevi al primo accenno di dolore, qualsiasi parte del corpo sia. Se dopo qualche giorno di stop il dolore non passa, recatevi dal medico e lui, solo lui saprà darvi i consigli per riprendere a correre in breve tempo.

Buone corse da Runnerpercaso

 

In questa pagina si fanno riferimento solo a consigli da sportivo a sportivo. Per qualsiasi problema fisico fate sempre riferimento al vostro medico curante o, dove possibile, riferimento a medici specialisti: Ortopedici, Osteopati, Fisioterapisti.