Doping, un male sempre più diffuso

Il doping si sa è vietato, ma allora cosa spinge molti atleti a doparsi? Soprattutto perché? Per rispondere a questa domanda bisognerebbe entrare nella mente di chi almeno una volta si è dopato, in questo caso io mi limiterò soltanto ad analizzare e commentare una cattiva abitudine sempre più diffusa.

Perché si fa uso di sostanze dopanti?

Che si tratti di atleta professionista, di atleta amatore o del ”runner della domenica”, sempre più atleti si rivolgono al doping per spingersi ”oltre” le proprie capacità. Diciamolo, il doping non è nient’altro che una scorciatoia per raggiungere i propri obiettivi.

Quali sono questi obiettivi tanto difficili da raggiungere?

Un atleta professionista ha bisogno di ottenere risultati soddisfacenti affinché sponsor e società sportiva ne siano non solo contenti, ma anche soddisfatti del proprio investimento. L’atleta professionista ha obiettivi ben diversi dall’atleta amatore, quest’ultimo infatti non ha ne sponsor da accontentare ne società pressanti che chiedono a gran voce risultati per vedere il loro nome su qualche rivista di settore e farsi un po’ di pubblicità.

Gli obiettivi tra le due categorie dunque sono ben diversi: da un lato il professionista gareggia per il proprio stipendio, dall’altra parte l’amatore gareggia quasi sempre per un’affermazione personale. Non sono da escludere tutti quegli atleti amatori che si allenano e gareggiano nella speranza un giorno di poter fare il salto di qualità e diventare professionisti.

Quanto il doping può aiutare dunque un atleta in termini di prestazioni?

Fare uso di doping non vuol dire automaticamente essere vincenti e raggiungere il proprio obiettivo, chi fa uso di sostanze dopanti può capitare di non avere miglioramenti significativi in termine di tempo (visto che parliamo di corsa), e questo può dipendere da diversi fattori:

  • scarso o insufficiente allenamento
  • scarsa o insufficiente alimentazione
  • età non più ”giovane” dell’atleta

Cerchiamo di vederli insieme:

Scarso o insufficiente allenamento

Per un atleta amatoriale con l’assunzione di farmaci dopanti potrebbe entrare in gioco un aspetto psicologico fondamentale, “assumo ”x” prodotto dopante quindi vado più forte, quindi posso allenarmi meno”. SBAGLIATO. Anche e soprattutto chi si dopa ha bisogno di allenarsi per far in modo che la sostanza assunta faccia il suo ”sporco lavoro”. Un po’ sarebbe a dire come se io volessi diventare un bodybuilder e assumessi anabolizzanti senza allenarmi. Diventerei mai il nuovo Arnold Schwarzenneger? NO!

Scarsa o insufficiente alimentazione

Anche qui vale lo stesso discorso, se non mangio correttamente i farmaci dopanti che assumo non fanno bene il loro ”sporco lavoro”. Quindi i risultati potrebbero non essere quelli sperati. Però c’è da dire una cosa: un atleta professionista molto spesso vive di sola corsa, non ha un secondo lavoro (parliamo di atleti top runner) e quindi ha il tempo per allenarsi bene e mangiare bene. Diversamente l’amatore, quasi tutti hanno un lavoro e molto spesso è difficile seguire una corretta alimentazione. E’ più probabile quindi che l’amatore non abbia gli stessi risultati dell’atleta professionista.

Età non più giovane dell’atleta

Secondo molti studi dopo i 45 anni di età le prestazioni atletiche dell’uomo cominciano a decadere. Paragonando ad esempio un atleta di 20 anni ed un atleta di 45, a pari preparazione fisica, si nota una prestazione inferiore nell’atleta adulto anche di 3”/km in una corsa di 10 km. E’ del tutto normale, più andiamo avanti con l’età più il nostro fisico reagisce in maniera diversa: rallenta. Le prestazioni saranno sempre soddisfacenti ma non al livello di un ragazzo di 20 anni. E’ questo che induce molti atleti amatori ad assumere sostanze dopanti, la voglia di confrontarsi con atleti più giovani e più veloci è sempre più forte.

Considerazioni

Non ho mai pensato in vita mia di assumere sostanze illecite, sostanze dopanti. Per me lo sport è ben altro. In gara se la posizione finale è quella di ultimo in classifica me ne faccio una ragione, il lunedì mattina comunque vadano le cose tornerò sempre a lavoro. Dopo ogni gara ci sarà sempre l’amico o il famigliare che ti chiederà qual’è stata la tua posizione in classifica, io non mi sono mai vergognato di dire di essere arrivato tra gli ultimi 10, o gli ultimi 5. Per me la soddisfazione più grande è quella di arrivare alla fine, indipendentemente dalla posizione in classifica.

Altri invece non la pensano come me e per questo che si lasciano convincere facilmente da amici o allenatori a cui piace giocare ”sporco”. Il doping oltre ad essere un male per lo sport è anche un business per molti. Non dimentichiamoci che dietro al giro di farmaci illeciti c’è sempre qualcuno che ha fatto della propria professione (esempio medici compiacenti) un ricco giro d’affari.

Il mio consiglio è quello di allenarvi e gareggiare in modo pulito, tanto prima o poi qualcuno scoprirà il vostro gioco sporco e a quel punto oltre a perdere la faccia e magari il seguito che vi siete creati, perderete anche la possibilità di continuare a fare quello che più vi piace. Con il doping non si scherza. Io gioco pulito.

 

Nomi illustri di sportivi che hanno fatto uso di doping

  1. Ben Johnson
  2. Diego Armando Maradona
  3. Andreas Krieger (ex Heidi Krieger)
  4. Lance Armstrong
  5. Marco Pantani
  6. Marion Jones
  7. Kostantinos Kenteris ed Ekaterini Thanou
  8. Alex Schwazer
  9. Maria Sharapova
  10. Tom Simpson
  11. Alberto Contador
  12. Filippo Magnini
  13. La lista di atleti dopati è molto lunga, non basterebbe un articolo per scriverli tutti….basta fare una piccola ricerca su google e il gioco è fatto.

 

 

Facebook Comments

Runnerpercaso

Corro per scelta, lo faccio per passione. Impiegato nella GDO corro nel tempo libero a disposizione. Sposato con Elena, vivo insieme ai nostri amici a 4 zampe Mario e Lola. Sogno di partecipare a gare di endurance, mai dire mai.

Privacy Policy Cookie Policy
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: