Sportwatch e fitness tracker: ostacoli o alleati?

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Secondo alcuni studi, sportwatch e fitness tracker potrebbero aumentare l’ansia e diminuire la motivazione. Ma tutto dipende dal loro utilizzo

Molte persone utilizzano sportwatch e tracker per tenere traccia dei propri allenamenti, dei passi quotidiani, della frequenza cardiaca, del sonno e delle calorie bruciate durante la giornata. Spesso, però, se questi strumenti non si utilizzano correttamente, non si vedono più i numeri come un modo per raggiungere i propri obbiettivi di benessere, ma come un sostituto alla propria consapevolezza. Se ad esempio ci si sveglia riposati ma i dati rilevano che hai dormito poche ore, improvvisamente non ci si sente più carichi nell’affrontare la giornata; oppure se si conclude una corsa convinti di averla svolta secondo i programmi, ma i dati relativi alla frequenza cardiaca e al passo non rispecchiano le proprie sensazioni, subentra solo la delusione. Questo perché si controllano i numeri per determinare come ci si sente, e non il contrario.

Quali problemi possono causare gli sportwatch?

I fitness tracker non misurano soltanto l’attività giornaliera, ma anche la mancanza di attività, e questo può comportare ansia, depressione e demotivazione. Per questo alcune persone decidono di abbandonare i propri tracker, perché li vedono come un promemoria del loro fallimento. Chi ha già disturbi d’ansia potrebbe amplificarli, e la preoccupazione aumenta la frequenza cardiaca, che viene poi registrata dallo strumento. Per chi ha disturbi ossessivo-compulsivi, i tracker possono anche accentuare le compulsioni, come il sovrallenamento o l’assunzione di cibo disordinato. Se vuoi aumentare la tua motivazione, dovresti allenarti all’aperto: ecco perché.

La soluzione migliore è eliminare questi strumenti?

Tuttavia non è detto che dovete per forza smettere di utilizzare questi strumenti. Uno dei segnali a cui porre l’attenzione è l’eccessiva attenzione ai numeri. Ovviamente è utile avere degli obbiettivi, e gli orologi dedicati alla corsa permettono di realizzarli facilmente e di valutare i progressi. Il problema sorge quando le persone fanno affidamento soltanto ai numeri senza tener conto di come realmente si sentono. Altro segnale che indica che il vostro tracker è diventato un ostacolo per la salute mentale è che non ci si diverte più quando si corre. Qui puoi leggere una guida riguardo il giusto equilibrio tra numeri e benessere psicofisico per una cosa efficace.

Come evitare la trappola dell’ossessione per i dati

Ora non vedete questi strumenti soltanto come un pericolo, anche perché, se utilizzati diversamente, possono aiutarvi a fare pace con i vostri limiti, a trarne beneficio e favorire il vostro benessere emotivo. I tracker possono aiutare le persone a realizzare routine e a trasformare i comportamenti sani in buone abitudini. Ogni comportamento sano può essere visto come una vittoria. A coloro che necessitano di automotivazione, possono aiutare a diventare consapevoli dei risultati raggiunti e a praticare l’autocompassione. Utilizzarli come elemento di una strategia più ampia e conoscere i loro effetti potrebbe evitare di cadere nella trappola dell’ossessione per i dati: a tal proposito, si vedranno come una tecnologia di supporto per mantenersi motivati.