
Il lockdown causato dall’emergenza sanitaria da covid-19 ha comportato notevoli svantaggi per gli sportivi e per gli amanti dello sport. I primi mesi di chiusura infatti non è stato possibile uscire di casa se non per andare a lavorare (per i “fortunati” le cui attività sono rimaste aperte), per fare la spesa e per motivi di salute. Chi amava fare una corsa quindi si è visto fortemente limitato all’inizio dell’emergenza sanitaria mentre successivamente una prima apertura ha permesso una corsa ma senza allontanarsi troppo da casa.
Chi era solito allenarsi sulle piste da corsa ha dovuto sospendere questa attività per molto tempo e questo gli ha causato notevoli svantaggi. Non solo molte attività ma anche numerosi eventi si sono fermati, tra cui molte gare sportive come ad esempio la maratona di New York e la Marathon des Sables (lunga 250 km), quest’ultima rimandata con poche certezze a settembre.
I runners al tempo del covid: le virtual run
Per fortuna il mondo virtuale è venuto in qualche modo in soccorso dei runners, permettendo loro di non sprecare totalmente l’allenamento fatto in vista di maratone come queste e anche di riunirsi, seppur ciascuno dalla propria abitazione. Sono diventate così popolari le Virtual Run come ad esempio la TIRAMI-TU Half Marathon. Anche la maratona più antica al mondo, la maratona di Boston ha optato per questa opzione virtuale, in cui partecipanti diversi possono continuare a gareggiare tra di loro e anche in queste occasioni c’è chi rinuncia dopo non molto tempo e chi invece riesce ad arrivare alla fine della gara.
L’alimentazione runners quando l’attività fisica è ridotta
La limitazione collettiva alle uscite durante l’emergenza sanitaria è stata un caso eccezionale ma ci sono numerose occasioni in cui uno sportivo può ritrovarsi a fare una ridotta attività fisica.
Ci sono dei particolari momenti della vita in cui può capitare infatti di fare meno sport. Lo sa bene chi ha subito un infortunio ma anche chi affianca all’attività sportiva un’attività lavorativa principale che in determinate stagioni dell’anno comporta minor tempo a disposizione da dedicare all’attività fisica, così come lo sa chi preferisce fare attività all’aperto e in determinate condizioni metereologiche è costretto a limitare l’attività sportiva.
Cosa ha insegnato allora questo periodo di permanenza forzata in casa in termine di alimentazione e riduzione dell’attività fisica? Quando non è possibile fare tanto sport quanto prima bisogna ridurre l’apporto di cibo ed è necessario anche migliorarne la qualità, optando per cibi sani. Se poi bisogna fare meno attività sportiva è il caso di introdurre maggiormente proteine per preservare i muscoli ma sempre seguiti da un nutrizionista che verifichi che un aumento proteico sia sostenibile in base alla condizione di salute.
























