
DNF: Did Not Finisher ovvero RITIRATO! Finisce così la mia prima avventura alla Tuscany Crossing 100 miglia, gara che avevo preparato discretamente bene e che avrei potuto portare al termine se non fosse stato per una infiammazione alla rotula del ginocchio sx. Ma veniamo a noi.
Il giorno prima
Sono le 13.40, faccio un ultimo controllo di tutto il materiale che dovrò portarmi con me a Castiglione D’Orcia (SI) e dopo aver mangiato un boccone prendo il mio van (in allestimento) e parto direzione Toscana. Ho deciso di arrivare un giorno prima e dormire in un campeggio a pochi km dal nastro di partenza in modo da svegliarmi riposato e affrontare la gara nel migliore dei modi.
Arrivo a Montalcino (SI) al campeggio scelto, parcheggio il Van e cerco di mettere in ordine un pò il casino che si è creato durante il movimento. Tiro fuori il barbecue e non appena smette di piovere (dicono che piove da 3 settimane) mi preparo una grigliata come se fossi in gita con gli amici senza pensare a quello che sarà il giorno dopo.
Digerisco male la cena e mi metto a letto, l’indomani ho una gara da portare a termine. Sveglia alle 8, colazione al bar del campeggio con cappuccino, brioche e una spremuta di arance fresche e riparto per il punto di partenza di quella che ”doveva” essere la mia gara più lunga dell’anno (anche se in qualche modo lo è stata).
Il giorno della Tuscany Crossing 100 miglia (DNF)
Tra parentesi il DNF non mancherà mai così da non dimenticarmelo per un bel pò di tempo.
Arrivato a Castiglione D’Orcia trovo parcheggio non lontano dal luogo della partenza e mi reco a ritirare pacco gara e pettorale. Li incontro Max, un ragazzo di Roma conosciuto via Instagram. Dopo Max è la volta di Massimiliano, un altro Romano conosciuto sempre via social. Beviamo un caffè, ritiriamo il suo pacco gara e finiamo insieme di preparare le borse che lasceremo alle 2 basi vita durante il percorso.
Finito di preparare tutto li consegniamo all’organizzazione e ci prepariamo per la partenza, manca davvero poco.
Tuscany Crossing 100 miglia – la gara
Alle 17.30 puntuali parte la mia avventura per quella che doveva essere la gara più lunga dell’anno se l’avessi portata a termine, purtroppo così non è stato. Si parte subito in discesa, dolce e costante fino ad arrivare al primo guado dove decido di attraversarlo togliendo scarpe e calze, la prima base vita ci sarebbe stata dopo circa 50 km e non mi andava di correre tutto quel tempo con le scarpe bagnate. Anche perché da li a poco sarebbe arrivato il buio e il freddo.
Dopo il primo fiume conosco Alessandro, ovvero Ultrabaffo (link alla sua pagina youtube e al video della gara) un ragazzo della provincia di Varese molto simpatico con cui alla fine dei conti ho percorso quasi interamente la gara sino al ritiro, avvenuto alla stessa base vita ma in tempi poco distanti.
La gara entra nel vivo, ammiriamo (e lui filma) lo spettacolare scenario delle colline Senesi al tramonto nel tratto che percorriamo prima di arrivare con il buio a Montalcino. Poco più avanti incontriamo altri 3 matti come noi, uno dei quali è Max che proprio a Montalcino al 35° km dovrà dare forfait per un problema di ernia inguinale (in bocca al lupo per l’intervento).
Proseguiamo insieme, da Montalcino in poi siamo sempre in quattro, c’è chi passa avanti, chi rimane indietro, ma sempre vicini. Arriviamo così quasi tutti insieme alla prima base vita, sono le 2.40 di sabato mattina e dopo una rifocillata quasi veloce ripartiamo tutti insieme.
Discesa di oltre 5 km quasi spacca-gambe fino ad arrivare all’ennesimo attraversamento di fiume. Questa discesa sarà colpevole più avanti del mio ritiro perché è qui che inizio a sentire dolore alla rotula sx, stringo i denti e vado avanti per altri 55 km, poi però dovrò dare forfait anch’io.
Con Ultrabaffo (pagina instagram) abbiamo scuola di pensiero diverso nell’attraversare il fiume. Lui decide di non togliersi nulla e proseguire con scarpe e calze bagnate, io invece tolgo le scarpe e attraversato cambio le calze asciugandomi con un asciugamano che mi porto dietro proprio per questo.
Ripartiamo e arriviamo ai Bagni di Vignoni, una frazione del comune di San Quirico D’Orcia famose per avere le acque termali già usate nell’epoca Romana. Qui, forse la stanchezza forse la spensieratezza, ridiamo come dei matti (tutto documentato nel video).
Il tempo passa senza accorgercene, il bello di correre in compagnia è proprio questo, nei momenti difficili ci si aiuta l’un l’altro. Raggiungiamo gli altri due runner di cui purtroppo non ricordo il nome e proseguiamo insieme il viaggio arrivando all’alba ai famosi ”campi elisi” immortalati nel colossal cinematografico Il Gladiatore di Ridley Scott.
Dopo una breve ma sfiancante salita raggiungiamo il ristoro di Pienza, credo il migliore in termini di quantità di cibo a disposizione di noi atleti, forse perché, dopo la prima base vita, il percorso della 100 miglia diventava tutt’uno con quello della 103 km e della 53 km. Quindi a mio avviso il ristoro doveva essere più fornito rispetto ai primi 59 km dove gli atleti erano soltanto una settantina.
Il sole, il caldo ed il ritiro
Il dolore al ginocchio non è sparito nonostante un paio di antinfiammatori presi durante il percorso. Comincia a far caldo, dal freddo patito durante le prime ore del mattino si passa al primo vero caldo della stagione, 23° senza la possibilità di ripararci dal sole durante quasi tutto il percorso. Ci sono pochi alberi e il caldo si fa sentire.
In piano corro a fatica, riesco a correre lentamente in salita ma è in discesa che il dolore è forte a tal punto di farmi abbandonare la gara alla seconda base vita, siamo circa al 115 km di gara e nonostante tutto, questa è stata la corsa più lunga mai fatta fin ora. Diciamo che è stato ugualmente un buon risultato anche se poteva finire meglio.
Foto e conclusioni della mia Tuscany Crossing 100 miglia
Se la Tuscany Crossing 100 miglia era il mio obiettivo di quest’anno, devo dire che posso tornare a casa soddisfatto a metà. In piena forma, con ancora le gambe in buona salute e la testa che non mi ha abbandonato durante la notte, porto comunque a casa un risultato che lascia un po di amaro in bocca. 115 km sono pur sempre un buon risultato, a pochi km (si fa per dire) dall’obiettivo sapendo che se non fosse stato per la rotula avrei continuato e forse portato a termine questo lungo viaggio.
Forse ci riprovo ancora con un’altra gara entro la fine dell’anno, forse ci riprovo con un’altra 100 miglia sperando questa volta che il finale sia diverso. Intanto mi godo qualche giorno di riposo, ritornerò ad allenarmi in bici per non stressare articolazioni e risvegliare infiammazioni che potrebbero danneggiare il mio percorso verso la prossima gara: Il Passatore.
Un grazie particolare sentito e dovuto va a Jader Consolini, titolare e fotografo presso Race Photo (facebook) Race Photo Official (instagram) per le foto scattate durante tutta la gara. E’ stata colpa sua se ho dovuto attraversare un fiume con tutte le scarpe e le calze, sapevo che mi aspettavano delle foto e non potevo deluderlo. Grazie ancora e se ve lo trovate in gara, vi consiglio di acquistare il pacchetto foto, sono una più bella dell’altra e poi sono ricordi, e le foto aiutano a ricordare.
Una bella fotografia racconta una storia, rivela un luogo, un evento, uno stato d’animo, è più potente di pagine e pagine scritte.
(Isabel Allende)

























































