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6 ore di pastrengo

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6 ore di Pastrengo 2022

La mia prima 6 ore di Pastrengo me la ricorderò per tanti e solo buoni motivi. Primo: sono ritornato a correre un trail in gara dopo 4 mesi. Secondo: ho terminato quasi tutta la prova e avevo ancora qualcosa da dare, non ho terminato l’ultimo giro perché non volevo arrivare sfinito. Terzo: oggi (domenica) mi sono svegliato con i muscoli indolenziti ma riesco a camminare senza problemi. Quarto: Con pochissimo allenamento sono riuscito a percorrere 35 km, cosa potrei riuscire a fare se solo mi allenassi di più e con più costanza?

La 6 ore di Pastrengo è una gara che si disputa su di un circuito lungo poco meno di 7 km con un dislivello ad ogni giro di circa 350D+ e che si percorre fino allo scadere delle 6 ore. E’ stata la mia prima partecipazione ad una gara a tempo e la cosa non mi è dispiaciuta. Mentre corri puoi fermarti, puoi mangiare, puoi farti una doccia, farti fare un massaggio, parlare al telefono….cose che potresti fare in teoria anche ad una gara classica, ma è un pò diverso e non so come spiegarlo.

Qui quello che vince non è colui che corre più veloce, ma colui che percorre più km. Che in teoria le due cose potrebbero essere la stessa cosa, almeno per i top runner che non si fermano ”quasi” mai. Per noi comuni atleti mortali, è un pò diverso. Ho visto gente fermarsi dopo soli 3 giri (io ne ho percorsi 5), altri dopo 6. Il bello di queste gare è proprio questo, il potersi gestire il tempo in autonomia senza pensare al traguardo finale.

6 ore di Pastrengo: un continuo su e giù

Il percorso è tipico collinare, come già detto di circa 7 km e 350 D+, 3 sono le salite più importanti, quelle in cui noi atleti ”normali” facciamo fatica. Ho capito una cosa nel corso degli anni: le salite vanno camminate stop! Specialmente se le gare sono lunghe, più si allungano le gare più si cammina in salita. In piano si risparmiano le energie, in discesa si presta attenzione a non cadere, le salite abbiamo detto si camminano.

Naturalmente questo è quello che faccio io e forse anche la maggior parte degli amatori, un piccolo stratagemma per risparmiare energie e portare a termine anche le gare più lunghe e più dure. Il percorso della 6 ore di Pastrengo non era difficile, molto abbordabile e corribile per lunghi tratti, per questo mi è piaciuto.

6 ore di Pastrengo: gara sospesa al primo giro

A circa metà del primo giro noto che dei volontari stavano sistemando delle fettucce molto probabilmente spostate e richiamavano l’attenzione di alcuni corridori che proprio in quel tratto avevano sbagliato strada. Poco più tardi si scoprirà che qualche genio (di cui al momento non si conosce l’identità) aveva volontariamente spostato le fettucce e rubato le corde messe a disposizione degli atleti nei tratti di salita difficili.

Non conosco e non riesco ad immaginare il motivo per cui qualcuno, volontariamente, debba commettere un atto così vile e maleducato (per essere educati). Mi verrebbe in mente qualche organizzatore di altre gare per motivi che possiamo chiaramente dedurre, ma questo sport, spero pulito, non ha niente da condividere con certi elementi. La 6 ore di Pastrengo è una gara diversa dalle altre ed organizzata in un momento dell’anno dove non ci sono alternative, dove o si corre la 6 ore di Pastrengo o ci si allena in autosufficenza.

Oggi per me è stata la prima gara senza la mia amata Gopro, quindi la mia prima gara senza un video. Se volete però gustarvi qualche secondo ripreso in diretta durante il percorso, potete cliccare qui ed andare a vedere la mia pagina social dove potete trovare qualcosa di Vostro interesse.

La 6 ore di Pastrengo mi ha lasciato un bel ricordo, sicuramente la correrò ancora cercando di migliorarmi di anno in anno, anche perché si corre in provincia di Verona e da casa mia sono poco più di 40 minuti in camper. Si in camper, anche perché per via della situazione sanitaria Covid non si ha la possibilità di fare la doccia a fine gara. Per questo motivo, in camper, posso farmi tutte le docce calde che voglio e riposare un pò prima di ritornare a casa.

Per oggi posso dunque ritenermi soddisfatto, da domani (lunedì) si ripartirà con gli allenamenti in previsione della mia prima 100 k che correrò (salvo imprevisti vari) il 19 di marzo a Vicenza in occasione della Ultrabericus 100. Questa gara, in edizione integrale da 65 km l’ho già corsa in 2 occasioni, il risultato migliore è stato di 9 ore e mezza quindi mi aspetto, senza preparazione efficace, di correre l’edizione 100 in meno di 14 ore.

Buone corse a tutti, ci si rilegge presto nelle prossime pagine del mio Diario.