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Virtual Run: la nuova frontiera della corsa

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Dall’aria aperta alla quarantena

L’arrivo del Coronavirus ha paralizzato tutto il mondo limitando al massimo gli spostamenti e imponendoci di restare a casa. Questa situazione ha avuto diverse ripercussioni sulla psiche e sul corpo di tutti noi che siamo stati costretti a rallentare la vita frenetica che caratterizza la società moderna. Sicuramente una delle fasce della popolazione che ne ha sofferto maggiormente è quella costituita dagli sportivi. Atleti di ogni disciplina hanno dovuto modificare le modalità di allenamento e hanno visto rinviate diverse gare.

Marathon des Sables e Virtual Run

Il verificarsi del lockdown ha messo alla prova la capacità di adattamento richiedendo l’individuazione di metodi alternativi per continuare il training. I runner, per esempio, hanno sfruttato il tapis roulant o sono usciti a correre vicino alla propria abitazione. In generale sono stati tre mesi di stop totale in cui non vi era più alcuna gara fin quando non sono iniziate le Virtual Run.

Una delle gare di corsa che sono state annullate durante i mesi di lockdown è la Marathon des Sables che si sarebbe dovuta svolgere nel mese di aprile. La competizione è stata spostata a settembre, anche se ancora non vi è nulla di sicuro, molti erano gli atleti che si erano preparati nei mesi precedenti per percorrere 250 km nel deserto del Sahara marocchino.

Questa corsa estrema si compone di cinque tappe quasi tutte sulla distanza di maratona in cui il corridore deve provvedere alla sua sussistenza contando solo sulle proprie capacità. Non possono essere introdotti prodotti alimentari dall’esterno e i partecipanti possono portare con sé solo uno zaino al cui interno potranno mettere il necessario per dormire e mangiare.

Correre alla Marathon des Sables non è solo una gara di corsa ma una lotta alla sopravvivenza: una vera e propria sfida che mette i runner davanti a dure prove. È anche un modo per legare lo sport alla sostenibilità dando la possibilità agli atleti di essere portavoce di temi come il cambiamento climatico e ambientale.

Virtual Run: la svolta dopo la quarantena

Se molte gare sono state spostate o annullate ne sono nate di nuove. È il caso della TIRAMI-TU Half Marathon una gara mondiale virtuale che ha visto la partecipazione di runner di ogni età, sesso e livello.

I primi di giugno cade il Global Running Day e per celebrarlo rispettando tutte le norme di sicurezza antiCovid si è deciso di istituire una competizione in cui si è corso per 5 km nella modalità, nell’orario e nel giorno preferito dal runner partecipante. Bastava iscriversi sul sito dedicato, scaricare e stampare il pettorale di gara, indossarlo e correre.

Ma cosa sono le Virtual Run? Si tratta di un nuovo modo di competere in cui ogni runner parte autonomamente, corre per la distanza prestabilita e condivide sui social l’esito del percorso. Potremmo dire che è un’evoluzione del modo di correre figlia del periodo storico in cui viviamo. La tecnologia sta entrando nelle nostre vite occupando un ruolo sempre più grande. Se questo può incutere timore, di certo, è stato un grande aiuto durante il lockdown perché ha permesso di restare in contatto pur essendo bloccati in casa.

Concerti, spettacoli, tour virtuali dei musei, smart working e live streaming di ogni genere ci hanno unito durante la quarantena allora perché non sfruttare questi sistemi anche per riprendere con le gare di corsa? Anche la Maratona di Boston, quest’anno, si svolgerà tramite Virtal Run.

Ovviamente tutti noi ci auspichiamo il prima possibile la ripresa classica delle attività e, soprattutto, una soluzione al Coronavirus per tornare a stare insieme senza preoccupazione di contagio. La corsa ha una forte valenza aggregativa e le Virtual Run costituiscono un’alternativa momentanea che ha contribuito alla ripresa delle competizioni, ma ogni runner non vede l’ora di gareggiare di nuovo calpestando l’asfalto accanto ai propri compagni.